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OSSESSIONE

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OSSESSIONE

Cast and Credits

Sog.: dal romanzo Il postino suona sempre due volte (1934) di James M. Cain. Scen.: Luchino Visconti, Mario Alicata, Giuseppe De Santis, Gianni Puccini. F.: Domenico Scala, Aldo Tonti. M.: Mario Serandrei. Scgf.: Gino Franzi. Mus.: Giuseppe Rosati. Int.: Clara Calamai (Giovanna Bragana), Massimo Girotti (Gino Costa), Dhia Cristiani (Anita), Elio Marcuzzo (lo spagnolo), Juan de Landa (Giuseppe Bragana), Michele Riccardini (don Remigio), Vittorio Duse (agente di polizia), Michele Sakara (bambino). Prod.: Industrie Cinematografiche Italiane DCP. D.: 135’. Bn.

Scheda Film

Con Ossessione Luchino Visconti ha creato un’opera generalmente considerata precorritrice del neorealismo. Lo spettatore di oggi, le cui aspettative nei confronti del neorealismo potrebbero orientarsi verso un approccio sobrio, quasi da cinegiornale, alla vita quotidiana, potrebbe rimanere sorpreso dall’audace stilizzazione raggiunta da questo specialista dell’opera lirica e della tragedia classica. I personaggi viscontiani sprigionano immediatamente una meravigliosa elettricità che si ritrova in Chaplin, Stroheim e Renoir: un dinamismo che sembra riflettere un’intera visione del mondo, registrando al contempo un senso di stagnazione, mentre sotto la superficie covano potenti forze di cambiamento. Il paesaggio e l’ambiente sono immersi in una luce singolare, in cui il dettaglio locale e l’atmosfera generale appaiono in una combinazione unica di oggettività e misteriosa interiorità. La locanda, teatro del delitto, emerge come simbolico punto di partenza del cinema moderno. Durante le riprese di Toni, un precursore ancora più precoce del neorealismo, il giovane Visconti era entrato nella cerchia di Renoir, che gli aveva consigliato Il Postino suona sempre due volte di James M. Cain. Il romanzo ispirò ad Albert Camus Lo Straniero (1942) e a Visconti Ossessione. Da questa inattesa fonte della narrativa hard-boiled americana nacque un’Italia completamente nuova. L’energia desolata di Ossessione è già presente nel testo di Cain, senza che ciò sminuisca l’originalità di Visconti. Ossessione, come Le notti bianche, è un’opera senza tempo del maestro del film storico. Visconti produce una rottura in tempo reale, nel pieno del fascismo, promuovendo una rinascita dei sensi in una cultura dello schermo programmata per negarli. Quando un personaggio nel film di Visconti ritrova la propria dimensione naturale e libera, essa comprende anche la capacità di sognare: una facoltà repressa nell’epoca dei ‘telefoni bianchi’. Passioni non corrisposte e sogni interrotti possono diventare distruttivi, manifestandosi come crimine sul piano sociale e come autoinganno su quello individuale. I sogni si riducono in cenere. Il momento condiviso tra Gino e Giovanna è fugace, inseparabile dal morso della morte.

Peter von Bagh, Taikayö [Magic Night], Love Kirjat, Helsinki 1981

Copia proveniente da

Crediti di restauro

Restaurato in 4K nel 2018 da VIGGO in collaborazione con Istituto Luce – Cinecittà e CSC – Cineteca Nazionale presso i laboratori RBC e Video Master Digital, a partire da un fine grain positivo safety 35mm ricavato dal negativo originale e da un duplicato negativo. Sono state integrate tredici sequenze della durata complessiva di 15 minuti provenienti da un duplicato negativo 35mm safety incompleto e da un controtipo positivo 35mm stampato dal fine-grain 35mm safety realizzato da Luchino Visconti negli anni Settanta. Restauro sonoro effettuato presso il laboratorio Borgo del Suono, a partire dal positivo colonna sonora safety 35mm

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