Scheda Film
Unico film muto di Ito sopravvissuto in una copia più o meno completa, Oatsurae Jirokichi Koshi rappresenta la sola occasione per apprezzare in forma sostanzialmente integra il cinema degli esordi del regista. Capolavoro del genere jidai-geki, esuberante e dal ritmo serrato ma al tempo stesso umanamente toccante, mette in scena il triangolo tra un fuorilegge ricercato, Jirokichi (interpretato con il consueto virtuosismo dall’attore prediletto di Ito, Denjiro Okochi), e le sorelle Osen e Okino, interpretate da Naoe e Nobuko Fushimi, sorelle anche nella vita reale e specializzate rispettivamente in personaggi dal carattere duro e spigoloso e in parti da ingenua. Il film rivela pienamente l’estro e l’energia di Ito e presenta alcune
scene emblematiche, come l’inseguimento nell’oscurità illuminato dalle lanterne. Il critico di “Kinema Junpo” Fuyuhiko Kitagawa osservò come Ito lavorasse “con disinvoltura e senza sforzo” ed elogiò la “precisione matura” della tecnica e la profondità psicologica della storia. Più recentemente, Tadao Sato ha messo in luce “il singolare effetto che nasce dal gioco tra immagini e didascalie […] – battute celebri in quello stile ritmico che fa da trampolino al volo delle immagini. Il ritmo incalzante di quelle frasi cadenzate, unito allo scatto di inquadrature perfettamente accordate che appaiono al momento giusto – inquadrature così azzeccate che viene voglia di gridare ‘Era ora!’ – ricordava la tecnica di un narratore kodan che scandisce un passaggio culminante in un unico impetuoso slancio, una narrazione caratterizzata da una tensione intensa e vibrante”. Sato riconduce questa tecnica cinematografica allo stile letterario del drammaturgo kabuki Mokuami Kawatake, i cui cosiddetti shiranami-mono ‘drammi di banditi’ erano incentrati su fuorilegge in
ambienti malavitosi simili. Ito rifece il film nel 1952 con Kazuo Hasegawa nel ruolo principale; questa rimane tuttavia la versione definitiva.
Alexander Jacoby e Johan Nordström