Scheda Film
Musei dell’attimo presente – Attualità
Come oggetti materiali, le vedute Lumière costituiscono un mazzo omogeneo. Le nostre proiezioni hanno luogo nel 2016, e le copie 35mm proiettate sono state stampate circa vent’anni fa, nel 1995, a partire da negativi (via elementi intermedi) impressionati e sviluppati nel 1896, centovent’anni fa. Quel che oggi noi vediamo sullo schermo, centovent’anni fa accadeva davanti al Cinématographe Lumière. Nel corso della proiezione, tuttavia, le vedute non restano tutte lì, ancorate al 1896. Si comportano in modi diversi (e diversamente a seconda dei singoli spettatori). Una bandiera al vento, ad esempio, può facilmente volare fino al presente, come il gioco di luci e ombre su un tramway di Boston; e se uno zar o un’imperatrice madre di Russia non si staccano dal passato, animali a bambini sono liberi e fuori dal tempo.
In questi primissimi film, l’arcana magia del tempo ci trascina via, irresistibile. Davvero siamo ammessi alla visione del passato, in scorci fugaci di cinquanta secondi? Il vieux port di Marsiglia, le sardine d’argento prese nelle reti, i ragazzi che pattinano avanti e indietro, un uccello che spiega le ali – appaiono e riappaiono e ogni volta sprofondiamo nel loro attimo presente, le vierge, le vivace et le bel aujourd’hui.
Mariann Lewinsky
Méliès Star Film 1896
Il 28 dicembre 1895, l’illusionista Georges Méliès, proprietario del Theatre Robert-Houdin di Parigi, assisté al primo spettacolo a pagamento del Cinématographe Lumière e intuì le straordinarie potenzialità dell’invenzione per la sua attività. Purtroppo i fratelli Lumière si rifiutarono di vendergli il loro apparecchio, e quindi Méliès dovette rivolgersi all’inglese Robert William Paul.
Méliès iniziò documentando cose normalissime, una partita di carte, bambini, ecc., finché un giorno mentre era intento a filmare Place de l’Opéra il suo apparecchio si inceppò, producendo casualmente il primo effetto speciale in stop-motion.
Presto specializzatosi in film a trucchi, Méliès girò una serie pellicole nel giardino della sua casa di Montreuil, dove nel 1897 costruì il suo primo studio cinematografico.
Avendo distrutto i propri negativi nel 1923, Méliès divenne il simbolo dei film perduti, ed è alquanto improbabile che oggi si riesca a reperire altro materiale da lui girato (delle sue 520 produzioni si sono conservati solo 220 film). Questo programma comprende i film superstiti girati da Méliès 120 anni fa nel 1896, il suo primo anno di produzione: una manciata di titoli, tutto ciò che rimane degli ottanta film girati quell’anno.
Serge Bromberg
Spettacolo. Il potere del Cinématographe
Qualche giro di manovella, e la macchina trasforma un maiale in una fila di appetitose salsicce. Qualche giro di manovella, e il Cinématographe trasforma tutto ciò che filma in uno spettacolo, dove ogni cosa assume significato, fascino e mistero. Chiunque diventa un protagonista, un attore. L’effetto è meno avvertibile nei film che riprendono numeri di music-hall o nei film di famiglia (dove tutti fanno un po’ di spettacolo a beneficio della cinepresa), mentre raggiunge la massima evidenza nelle scene di gioco o di lavoro apparentemente colte sul vivo, come Bassin des Tuileries, Chargement du coke e Mauvaises herbes.
Le vedute Lumière compongono una straordinaria documentazione del lavoro, spesso collettivo e manuale, svolto da gruppi di uomini, donne e animali in movimenti orchestrati. Le scene catturate dal Cinématographe sembrano oggi coreografie naturali a un pubblico non più abituato a praticare né a vedere simili forme di lavoro.
Mariann Lewinsky