PROIEZIONE

MUERTE DE UN CICLISTA

MUERTE DE UN CICLISTA

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MUERTE DE UN CICLISTA

Cast and Credits

Luis F. de Igoa. Scen.: Juan Antonio Bardem. F.: Alfredo Fraile. M.: Margarita Ochoa. Scgf.: Enrique Alarcón. Mus.: Isidro B. Maiztegui. Int.: Lucia Bosé (María José), Alberto Closas (Juan), Bruna Corrá (Matilde), Carlos Casaravilla (Rafa), Otello Toso (Miguel), Alicia Romay (Carmina), Julia Delgado Caro (Doña María), Matilde Muñoz Sampedro (la vicina), Mercedes Albert (Cristina), José Sepúlveda (il commissario). Prod.: Guion Producciones Cinematográficas, Suevia Films-Cesáreo González, Trionfalcine. Bn.

Scheda Film

Si parla spesso della vaga impronta neorealista nei primi film di Bardem, trascurando forse la squisita composizione delle inquadrature, l’illuminazione espressionista, il montaggio articolato e il modo in cui gli spazi sembrano divorare i personaggi, conferendo un’impronta esistenzialista alle immagini di Morte di un ciclista. Tutte caratteristiche che potrebbero avvicinare questo capolavoro del cinema spagnolo alla tradizione del noir americano e ai drammi britannici del dopoguerra, con un occhio persino al cinema di Antonioni, e non solo per la presenza di Lucia Bosé in un ruolo simile a quello che aveva interpretato in Cronaca di un amore (1950). Lo spunto narrativo di Muerte de un ciclista, definito nei primi istanti del film (una coppia di amanti investe un ciclista durante una corsa in auto e fugge), determina lo stato di paranoia che si impadronisce dei protagonisti, così come il modo in cui ciascuno di loro gestisce la propria coscienza quando riceve notizie sul tragico destino del ciclista. Mezzo secolo dopo, con altri intenti, la regista argentina Lucrecia Martel riprenderà il medesimo spunto per il suo film La mujer rubia (2008). In quella che è probabilmente la sua opera più rappresentativa e acclamata (Premio della Critica al Festival di Cannes), Bardem introduce elementi del thriller e costruisce un’atmosfera claustrofobica, metafora del contesto sociopolitico della Spagna franchista, segnato da corruzione e ingiustizia sociale. Nonostante la censura, che tanto da parte degli organi di controllo spagnoli, come di quelli italiani, impose forti limiti volti a rendere esplicita la condanna di comportamenti e atteggiamenti giudicati trasgressivi, il film divenne un simbolo dell’opposizione culturale alla dittatura e un punto di riferimento per il cinema politico spagnolo.

Carlos Reviriego

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