Scheda Film
Con le star del cinema, spesso resta soprattutto il mito – come lo intende Edgar Morin; ma, a guardare più da vicino, il percorso di vita di un’attrice racconta piuttosto un destino. Quello di Marina Vlady è inclassificabile: con oltre ottanta film, tra classici e opere meno note, il documentario ci conduce tra Francia, Italia e Russia, il paese a lei più caro, attraverso un ricco repertorio di rari materiali d’archivio. Ne emerge il ritratto di una donna libera; al tempo stesso, il film si afferma come un’opera dalla forte dimensione politica. Marina Vlady sceglie infatti di prendere in mano il proprio destino, a qualunque costo. Nell’estate del 1967, quando incontra il grande poeta e cantautore russo Vladimir Vysockij, non esita a mettere tra parentesi la sua vita parigina e la sua carriera in ascesa per vivere appieno la propria passione e confrontarsi con la realtà quotidiana dell’Unione Sovietica. Il loro amore dura dodici anni, dodici anni in cui Vlady si scontra con ostacoli burocratici e problemi di approvvigionamento di ogni genere, con il KGB ma soprattutto con la privazione della libertà per sé e ancor più per Vysockij: è il riflesso di un mondo bipolare in bilico tra tensione e distensione, in cui Chruščëv, De Gaulle, Nixon e Brežnev, tra gli altri, giocano la loro partita sul grande scacchiere mondiale. Questa traiettoria sovietica dalle molte diramazioni è stata spesso raccontata da Marina Vlady nei suoi libri, ma è la prima volta che viene documentata in un film.
Bruno Deloye