Scheda Film
Tra le tante apparecchiature cinematografiche che circolavano nel 1896 figura il Cinématographe perfectionné brevettato da Henri Joly il 17 marzo 1896 e commercializzato da Ernest Normandin a partire dell’autunno dello stesso anno. Presentato come “l’unico che non danneggia le pellicole” e “privo di qualsivoglia vibrazione o sfarfallio”, quello che divenne in seguito noto come Cinématographe Joly-Normandin sedusse un certo numero di esercenti in Francia e all’estero (Stati Uniti, Australia, Sudafrica, Regno Unito, Germania, Belgio, Svizzera, Spagna e Portogallo) nonostante il caratteristico formato quadrato (35mm, cinque perforazioni per fotogramma).
Sfortunatamente per Henri Joly ed Ernest Normandin, la loro apparecchiatura era quella usata il giorno in cui scoppiò il terribile incendio al Bazar de la Charité di Parigi, il 4 maggio 1897. Anche se fu appurato che il cinématographe non era all’origine dell’incendio, la vicenda non giovò alla fama del dispositivo, tanto che i due inventori si convinsero a cambiarne il nome.
Non sembra essersi conservato alcun catalogo di film realizzati con il sistema Joly-Normandin, ma possiamo affermare con una certa sicurezza che i titoli erano (almeno) un centinaio, la maggior parte dei quali fu girata prima del disastro del Bazar de la Charité.
Grazie a varie collezioni apparse in particolare in Svizzera, Spagna e Portogallo, è stato possibile identificare e preservare circa sessanta pellicole.
La collezione più importante (quarantadue film) proviene dalla Cinemateca Portuguesa, che nel 2005 ha ricevuto in deposito dal Photographia – Museu Vincentes la collezione di João Anacleto Rodrigues, uomo d’affari e fotografo dilettante di Funchal (Madeira) che aveva acquistato un cinématographe Joly-Normandin nel marzo del 1897. Tra maggio e dicembre di quell’anno, Rodrigues organizzò proiezioni a Funchal e nell’arcipelago.
Si sono così salvati non solo i film, ma anche i programmi originali, come quelli delle prime proiezioni organizzate a metà maggio 1897 al Teatro D. Maria Pia di Funchal.
Camille Blot-Wellens