Scheda Film
Molta celluloide si è srotolata nei sette anni che sono trascorsi da quando questo film, con il titolo di Robespierre, venne acclamato come la più grande realizzazione della Cines; eppure, anche se in questo lasso di tempo, la produzione di questa casa ha raggiunto livelli artistici ormai riconosciuti in tutto il mondo, bisogna anche dire che qualcosa del suo passato è rimasto insuperato.
Madame Guillotine – per chiamare questo film con il suo nuovo titolo – resta ancora oggi il più vivido ed artistico film sulla rivoluzione francese. Certo il vigore drammatico delle prime scene si è un po’ indebolito, la vicenda d’amore tra Teresa e Guery ha indubbiamente perso l’originario fervore, ma la scena finale, in cui Robespierre diviene il centro dell’interesse, la festa della Dea Ragione e soprattutto la sequenza della Camera dei Deputati conservano intatte la loro carica emozionale, con il punto più alto e insuperabile nel momento in cui il corpo cadaverico del moribondo Robespierre viene trascinato alla ghigliottina.
Costumi e scenografie sono semplicemente superbi, e bisogna proprio dire che nessuno può indossare costumi d’epoca con miglior grazia e spontanea disinvoltura come gli attori italiani. Forse alcune scene della Convenzione risultano un po’ sfocate, però, poiché lo stesso difetto si rileva nelle didascalie, la colpa è probabilmente da attribuirsi al proiettore. La qualità degli effetti di luce raggiunge l’eccellenza caratteristica delle produzioni italiane. Le ottime interpretazioni di Lyda Borelli (Teresa), Amleto Novelli (Tallien) e particolarmente del Fabiani (Robespierre) rendono questa riedizione uno spettacolo di insolito interesse.
Anon., “The Bioscope”, 7 agosto 1924, in Lyda Borelli, Museo Internazionale del Cinema e dello Spettacolo, Roma 1993