Scheda Film
Dopo Le italiane e l’amore e Controsesso, Ferreri continua il proprio viaggio da clandestino nella commedia a episodi con un film girato tutto da lui, e interpretato da Ugo Tognazzi, che all’epoca era uno dei nomi principali della commedia all’italiana. Quattro vicende coniugali: due coppie che fanno ‘sposare’ i rispettivi cani; un marito, la sera, si trova davanti alle ritrosie sessuali della moglie; in America, una coppia partecipa a una riunione di gruppo per ravvivare la vita erotica; in un prossimo futuro (il 1984, non a caso) gli esseri umani sono sposati con bambole di plastica create all’uopo, e hanno figli anch’essi di plastica.
Non c’è scampo, per Ferreri, allo squallore della vita coniugale, e la meschinità del maschio si specchia in personaggi femminili visti con più di un filo di misoginia: in un mondo così inumano, le donne non possono aspirare nemmeno al ruolo di vittime, ma sono mere, e micidiali, complici. Nulla si salva da un ridicolo senza risata: né la liberazione dei costumi da parte della nuova borghesia, né la Chiesa che vuole modernizzarsi. E a mettere a nudo la vacuità dell’istituzione è il confronto continuo e bruto con la sua radice e forse la sua antitesi, il sesso. Nel primo episodio, il più aneddotico, lo spunto iniziale viene immerso in una visione del quotidiano quasi fenomenologica. La narrazione è del tutto orizzontale, Ferreri non sottolinea, non si stupisce. Nel secondo episodio, in cui una coppia va a letto, non c’è quasi trama, ma un referto senza climax. Nell’ultimo episodio fantascientifico trae semplicemente le conseguenze dell’atonia mostrata nei precedenti: lo spunto è fin troppo dimostrativo, ma è il primo nucleo del Ferreri apocalittico e anti-utopistico che trionferà nei film successivi, da La cagna e Il seme dell’uomo in poi. Con un uso dei set, tra archeologia e futuro, che apre anch’esso alla fase successiva del regista.
Emiliano Morreale