Scheda Film
Les Amants de Brasmort è un’opera dai toni gravi in cui, nel rappresentare l’ambiente dei marinai, il regista ritrova l’atmosfera realistica e il calore umano di Un homme marche dans la ville. Pagliero ritorna nel solco più fecondo della sua opera: l’osservazione degli uomini sul luogo di lavoro. Girato in esterni a Conflans-Sainte-Honorine vicino a Parigi, e lungo la Senna tra Conflans e Rouen, il film è innanzitutto un documento sull’industria del trasporto fluviale, sulla fatica degli uomini che vivono sulle chiatte, le caricano, le scaricano e le fanno navigare. Evidentemente Pagliero, affascinato dai porti, dall’acqua, dalle navi, dalle atmosfere nebbiose, si è ricordato di Un homme marche dans la ville e anche di Dédée d’Anvers (Yves Allégret, 1948). In Les Amants de Brasmort, sin dall’apertura, il cineasta filma un molo di Conflans: le gru fissate al suolo o montate su rotaie caricano del carbone nelle stive delle chiatte. L’immagine grigia, firmata da Roger Hubert – che varrà al suo autore innumerevoli lodi –, rende la durezza di questi mestieri. Più avanti, una straordinaria serie di piani descrive il porto di Rouen in un’iconografia particolarmente espressiva: Pagliero moltiplica le lente dissolvenze incrociate che prolungano la durata delle due immagini sovrapposte in una foresta di alberi di navi, di gru, di ciminiere, di campanili. Con tenerezza e nostalgia, l’autore indugia a lungo sul cimitero di chiatte a Brasmort nei pressi di Conflans, con le barche di legno che marciscono lentamente, semimmerse nell’acqua, e i vecchi marinai dal viso triste, riconvertiti in allevatori di pollame e di capre. E poi, come nella maggior parte dei suoi film, Pagliero racconta anche una passione, laddove le attrazioni amorose riescono a far esplodere i conflitti di classe. Bazin non ha esitato a scrivere che nel film si sentono gli echi dell’Atalante di Jean Vigo.