Scheda Film
Basta un po’ d’immaginazione perché i nostri gesti più banali assumano all’improvviso un significato inquietante… Perché lo scenario della nostra vita quotidiana generi un mondo fantastico. Sta a ciascuno di noi svegliare i mostri e le fate. Il film è dedicato a tutti coloro che non hanno rinnegato la propria infanzia e che a dieci anni hanno scoperto nello stesso tempo l’amore e la separazione.
Boileau-Narcejac, esergo del film
Tutti i documentari di Franju contengono una forte componente di finzione e spesso parti recitate. Ma il suo ultimo corto prima di passare al lungometraggio è per la prima volta una finzione a tutti gli effetti, tratta da una sceneggiatura della cantante Marianne Oswald e dell’eclettico scrittore Remo Forlani. La Première nuit è la storia di una scoperta della libertà. All’uscita dal liceo un ragazzo dei quartieri alti sfugge alle regole quotidiane e all’autista che lo attende e si immerge in un altro mondo: il metrò, con le sue folle e i suoi deserti, le sue architetture fantastiche, i suoi incontri improbabili. Franju, che nel 1937 aveva scritto il pionieristico saggio Notes sur le style de Fritz Lang, trasfigura questo universo sotterraneo facendo appello a un altro mago della luce e dell’ombra, Eugen Schüfftan, che fotograferà anche La Tête contre les murs e Les Yeux sans visage. È anche un sogno di cinema, che è stato paragonato all’attraversamento dello schermo in Sherlock Jr. di Buster Keaton.
Bernard Eisenschitz