Scheda Film
Emmer è il fotografo affettuoso di una nuova generazione di piccola borghesia che esce con entusiasmo dalla guerra. Quasi passo passo, dopo il mondo popolare di Domenica d’agosto e attraverso Parigi è sempre Parigi, seguiamo momenti di passaggio, fotografati con fuggevolezza e uno sguardo apparentemente svagato. Qui è l’entrata nella vita adulta di tre ragazze, che lavorano sì a Piazza di Spagna, ma vengono dai quartieri popolari della città: le case popolari di Donna Olimpia (raccontati anche da Pasolini), la Garbatella, la Roma-campagna di Capannelle. A guardarle e narrarle è un professore che le incontra tutti i giorni, interpretato da Giorgio Bassani. Quella gioventù che lui vede entrare nell’età adulta è anche un popolo che diventa meno povero, e la sensualità dello sguardo ferma questo passaggio come un temporale che segna la fine dell’estate, contornato di deliziosi caratteristi, da Ave Ninchi ed Eduardo De Filippo a un giovane Mastroianni.
Emiliano Morreale
Di questo mondo che ha una certa nobiltà nativa, discendente di un’antica cultura decaduta e rimasta in alcune forme di vita, Emmer sembrerebbe il più autentico narratore. È ormai perfino troppo bravo a mostrare appartamenti popolari sovrappopolati, e camioncini carichi di famiglie che vanno a divertirsi. Ma quando avremo data la sua parte a una certa facilità, bisognerà riconoscergli un talento poetico vero nel rappresentare certi rapporti, gli amori e i litigi, e le testimonianze indiscrete dei ragazzi che dividono la vita e i drammi degli adulti. E almeno una scena di forte carica poetica, e che forse riassume tutto quanto egli ci vuol dire, d’un popolo vero ma che ha reali beni nel mondo sensibile elaborato da generazioni di artisti, e nelle giovani donne che paiono partorite dall’eterno femminino dell’arte italiana: la scena in cui il ragazzo del camioncino spia, nella sala della grande sartoria, la ragazza vestita da gran dama e trasformata in gran dama.
Corrado Alvaro, “Il Mondo”,
1° marzo 1952