PROIEZIONE

LADIES OF LEISURE

LADIES OF LEISURE

In questa proiezione

LADIES OF LEISURE

Cast and Credits

Sog.: dalla pièce Ladies of the Evening (1924) di Milton Herbert Gropper e David Belasco. Scen.: Jo Swerling, Dudley Early. F.: Joseph Walker. M.: Maurice Wright. Scgf.: Harrison Wiley. Int.: Barbara Stanwyck (Kay Arnold), Ralph Graves (Jerry Strange), Lowell Sherman (Bill Standish), Marie Prevost (Dot Lamar), Nance O’Neil (Mrs. Strange), George Fawcett (Mr. Strange), Johnnie Walker (Charlie), Juliette Compton (Claire Collins). Prod.: Harry Cohn per Columbia Pictures Corp. 35mm. D.: 99’. Bn.

Scheda Film

Il primo film importante di Barbara Stanwyck fu diretto da Frank Capra, e diede inizio a una delle più vibranti collaborazioni nella storia del cinema. Insieme realizzarono altri tre film pre-Hays, La donna del miracolo, Proibito e L’amaro tè del generale Yen, e nel 1941 Arriva John Doe. Tratta da un testo teatrale, questa storia di una ragazza in cerca di ascesa sociale reca qualche eco delle esperienze vissute dalla stessa Stanwyck nella New York dell’età del jazz, con i suoi nightclub, le camere condivise e le non sempre limpide fonti di reddito. Stanwyck divideva un appartamento con Mae Clark e in quell’ambiente conobbe la scatenata Billie Cassin, che avrebbe poi ritrovata a Hollywood col nome di Joan Crawford. Qui, la ‘femmina di lusso’ viene adocchiata una notte da un aspirante pittore. È sola vicino a un lago, in abito da sera, i suoi amici se ne sono andati. L’accento svela l’origine popolare, è un tipo comune ma impavido. Lui le offre un passaggio in città e un lavoro come modella. Ma il presunto Pigmalione subito si scontra con l’energica resistenza della sua Galatea. Le toglie il trucco dal viso, cerca di cambiarla, la incita a ‘guardare verso l’alto’, e lei, per nulla intimidita, non fa che deriderlo. ‘Artista e modella’ è binomio che spesso allude a più carnali transazioni, e una scena notturna suggerisce infatti un’intimità che va oltre il cavalletto. Qualcosa è cambiato. Il film sconta qualche goffaggine da primo sonoro, certe rigidità di dialogo che tradiscono l’origine teatrale. Non però quando è in scena Stanwyck, che appare già matura, naturale creatura di cinema. Dal primo momento in cui la vediamo domina lo schermo, con quella sua speciale combinazione di intraprendenza e splendore. Nella fotografia di Joseph Walker, Stanwyck brilla come trasfigurata di luce. Verso la fine del film, posa per il pittore e stavolta sì guarda verso l’alto, in un gesto che è solo suo. Grazie alla forza catalizzante dell’amore, non è più un tipo comune, la sua immaginazione vola. E noi assistiamo alla stupefacente fusione di erotico e spirituale che caratterizzerà tante delle sue performance.

Molly Haskell

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