Scheda Film
Com’è noto, la Universal reclutò dal cinema di Weimar il regista Paul Leni (Il fantasma di mezzanotte) e il direttore della fotografia Karl Freund (Dracula); meno note furono invece le collaborazioni con il regista E. A. Dupont (Varieté) per il film del 1927 Love Me and the World Is Mine, oggi perduto, e per questa commedia del 1933, variazione sul tema delle gold diggers della Warner Bros. con più di un tocco di cinismo weimariano.
Ritrovandosi momentaneamente a corto di uomini facoltosi da spennare, tre party girl di professione (Sally O’Neil, Dorothy Burgess e Mary Carlisle) stipulano un contratto per spartirsi equamente i futuri bottini e lo fanno firmare con l’inganno anche alla loro coinquilina (June Knight), una ragazza più idealista. Il contratto viene dimenticato finché Knight non prende a frequentare un playboy di Park Avenue (l’immancabile Neil Hamilton) che potrebbe nutrire per lei sentimenti sinceri. Ridottesi a fare le ‘accompagnatrici’ in un ‘locale notturno’ gestito da una tale Madame Fifi (Maude Eburne, la mezzana preferita di Hollywood), le tre ragazze minacciano l’ex amica di rivelare a Hamilton il loro accordo se la ragazza non accetta di coinvolgerle nell’affare.
A questo punto della sua iperattiva carriera internazionale Dupont aveva girato film in Gran Bretagna, Francia e Germania, spesso in versioni multilingue (Atlantic, Salto mortale). Ladies Must Love segnò l’inizio di un lungo e non particolarmente felice soggiorno a Hollywood durante il quale realizzò un solo altro film di chiaro valore personale (il curioso noir del 1951, The Scarf ). Ma la regia di Dupont in Ladies Must Love è solida e tecnicamente sofisticata, punzecchia la censura con ingegnosa malizia (viene posta molta enfasi sullo scambio di un gattino tra i due amanti) e sa valorizzare le molteplici qualità di una diva ingiustamente dimenticata, June Knight, briosa bellezza dalle gambe lunghe.