Scheda Film
Insomma, ho girato La Sirène des Tropiques senza aver letto la sceneggiatura. Nessuno ha avuto né la cura, né l’attenzione di farmela tradurre in inglese. E perché mai, giusto? D’altronde quella sceneggiatura scadente sarebbe stata aggiustata mentre si facevano le riprese […]. Insomma, ero Papitou ne La Sirène, negli studi Nathan, a rue Francoeur, al Teatro Mogador a Épinay, in un villaggio negro a Fontainebleau e a Le Havre. […] In questo film ne ho viste di tutti i colori e sono stata vista di tutti i colori. […] A Épinay lo studio Éclair era trasformato in un villaggio negro. […] Accanto a noi stavano girando Madame Récamier. L’accostamento era per lo meno curioso. Negri e sanculotti bevevano come fratelli in un angolo dello studio. Cosa che faceva dire a monsieur Barre, amministratore degli stabilimenti Aubert: “Lo vedete che il fiume Niger, checché se ne dica, non è poi così lontano dalla Senna?”. E ballavo il charleston mentre si ghigliottinava… […] Non avevo alcuna nozione cinematografica. Sono caduta nel cinema, ci sono caduta dentro come si dice: ‘come una pera’, giusto? O piuttosto, plin, ci sono stata spinta dentro con gentilezza. E adesso sbrogliatela da sola, mademoiselle. C’è da dire che il mio era, diciamolo, ‘un nome di richiamo’. È sempre un’ottima ciambella di salvataggio. Nessun regista si è mai sognato di fornirmi le basi necessarie, nessuno si è sognato di aiutarmi, di insegnarmi ciò che ignoravo, ciò che bisogna sapere prima di cominciare a girare. Allora ho nuotato… cioè non ho saputo farlo, non sono stata in grado di nuotare. Se dovessi comparire oggi davanti a un tribunale cinematografico per ciò che ho girato, sarei senza dubbio riconosciuta colpevole, ma anche e prima di tutto assolutamente irresponsabile. […] Ma insomma, l’esperienza si paga e pure tanto. Adesso lo so. Non voglio più danzare, cantare, recitare, girare, solo perché il mio è un ‘nome di richiamo’.
Joséphine Baker (con Marcel Sauvage), La mia vita, EDT, Torino 2023