Scheda Film
Secondo Soldati, è il suo miglior film. In un periodo in cui è impegnato sul versante del cinema di genere (commedie con Walter Chiari, film di pirati), il regista riesce a realizzare un suo progetto di qualche anno prima, primo adattamento in assoluto di un romanzo di Alberto Moravia (che Soldati conosceva già da bambino). Il copione, scritto insieme a Giorgio Bassani, stravolge la struttura narrativa con una complessa costruzione a flashback: a partire da un eclatante avvenimento iniziale, la vita di una donna borghese insoddisfatta viene raccontata da più punti di vista, secondo l’ottica di diversi personaggi che, ciascuno a suo modo, non l’hanno capita. Un altro grande ritratto femminile che trasporta il realismo di Moravia in un classico meccanismo soldatiano di suspense, e si inserisce in una ricca compagnia di mélo ‘modernisti’ del periodo: i primi fim di Antonioni, certi titoli di Vittorio Cottafavi, Antonio Leonviola, Claudio Gora, Mario Monicelli. Alla modernità narrativa corrisponde uno stile elaborato, con ampi piani-sequenza, un uso sofisticatissimo della musica e una profondità di campo che mette sullo stesso piano Gemma e i suoi ‘narratori’, rendendo impossibile giudicare l’una senza gli altri. Come dichiarò all’epoca Jean Cocteau: “L’insieme del film è un po’ Maupassant e addirittura Marcel Proust. Ma l’abilità del narratore cinematografico, l’economia dei dialoghi e dei gesti salvano tutto. Ogni secondo ha forza senza ricorrere a una ‘trovata’, con una maestria davanti alla quale ci si inchina”. Forse la migliore interpretazione drammatica di Gina Lollobrigida.