Scheda Film
Nonostante la forza della tematica e la bellezza realista delle immagini, il film fa parte di quelle opere dimenticate che è essenziale riscoprire. Il suo stile innovativo richiama quello dei giovani registi della nouvelle vague, in particolare Jean-Luc Godard e François Truffaut. Riscoprendo Paula Delsol e le rare copie 35mm dei suoi film, si misura la loro sorprendente modernità e, al tempo stesso, ci si interroga sulle ragioni della loro scomparsa. La Dérive si distingue anche per il suo soggetto, femminista ante litteram: il ritratto di Jacquie, una giovane in rotta con la famiglia, sessualmente libera ma affettivamente dipendente dagli uomini che incontra. Per suo tramite, Paula Delsol descrive una generazione di donne che mette in discussione il proprio posto nella coppia, nella famiglia e nella società. Il film intreccia ricerca di libertà, dubbio, pericolo e sguardi ostili in una Francia degli anni Sessanta ancora arcaica. All’epoca la Francia conta pochissime cineaste. Insieme ad Agnès Varda, Paula Delsol è tra queste: scrive, produce e dirige il suo primo lungometraggio, lontano da Parigi. Si occupa di tutto – sceneggiatura, casting, produzione, organizzazione, contabilità e regia – mentre cresce i suoi due figli. La sua energia e il suo impegno suscitano ammirazione. Il film riceve un’accoglienza entusiastica. Sostenuta da Truffaut, apprezzata da Godard e Jean Rouch, Paula Delsol è riconosciuta dalla critica come una figura della nouvelle vague. La Dérive riceve il Grand Prix della Fédération française des ciné-clubs nel 1964 e ottiene un’anteprima al Festival di Cannes. Tuttavia, nonostante questo riconoscimento, il film cade progressivamente nell’oblio e la regista fatica a proseguire la propria carriera. Fino alla fine, Paula
Delsol rifiuterà di essere definita ‘donna cineasta’: desiderava essere semplicemente considerata una cineasta.
Hervé Pichard