Scheda Film
Nel 1915 Enrico Guazzoni e il re Mida del cinema italiano: anche quando e chiamato a uscire dal territorio d’elezione del genere storico, trasforma in oro tutto ciò che dirige. E il caso di La casa di nessuno. Nonostante i cliché del soggetto, un dramma ‘moderno’ di stereotipo dannunziano, Guazzoni imprime al film una marca di eccellenza e originalità grazie ai sofisticati espedienti di ripresa e di montaggio (attacchi sull’asse, montaggio alternato, flashback), alla virtuosa gestione degli spazi e della profondità di campo, alla pregevolezza degli effetti luministici che il metteur en scene deve all’abilita tecnica di Giovanni Grimaldi, direttore della fotografia di successivi capolavori come Malombra e Carnevalesca. Di particolare interesse e l’oscurità noir di alcune inquadrature entro cui emergono, isolati nel buio, i volti dei protagonisti. Tra questi, Ugo Piperno – all’epoca mattatore del teatro italiano al fianco di Lyda Borelli – e Pina Menichelli, astro in ascesa, che già padroneggia la scena con quella carica erotica e quell’espressività insolente, ammaliatrice e inquietante, che di lì a poco, ne consacreranno il definitivo accesso all’empireo delle dive italiane.
Giovanni Lasi