PROIEZIONE

KUMMATTY

KUMMATTY

In questa proiezione

KUMMATTY

Cast and Credits

T. int.: The Boogeyman. Scen.: Govindan Aravindan, Kavalam Narayana Panicker. F.: Shaji N. Karun. M.: A. Rameshan. Mus.: M.G. Kavalam Narayana Panicker (canzoni), M.G. Radhakrishnan, Govindan Aravindan. Int.: Ramunni (Kummatty), Master Ashokan, Vilasini Reema, Kothara Gopalkrishnan, Sivasankaran Divakaran, Vakkil, Mothassi, Shankar. Prod.: K. Ravindranathan Nair per General Pictures Corporation. Col.

Scheda Film

“Ha il sole appeso al lobo di un solo orecchio / abbellisce gli occhi di mille gatti / sfida, per boschi e per monti, i denti affilati dei monsoni / arriva di notte, mentre dormiamo / solenne, spaventoso e blaterante”. Invocato dalle filastrocche infantili, Kummatty entra in scena accompagnato dal tintinnio dei suoi sonagli, lasciandosi alle spalle un tramonto che infuoca e squarcia le nuvole. Sembra uscito dalle pagine di Calvino questo stregone sornione, questo vecchio pifferaio magico che ogni anno, in primavera, fa ritorno al villaggio, attira a sé i bambini con canti e danze e poi li tramuta in animali.Kummatty è un tutt’uno con gli elementi, con lo specchio d’acqua davanti al tempio, con la corteccia del sacro Banyan che diventa la sua dimora, con la nebbia, i venti e i cieli di Malabar. La macchina da presa di Aravindan, che del Kerala era originario, s’immerge nell’acqua dei ruscelli, sfiora le minuscole gocce di rugiada e le guance dei bambini, alternando realismo magico e poesia panteista.

Nel villaggio, vita quotidiana e mito dormono sotto lo stesso tetto. Ma Kummatty è reale o immaginato? Aravindan risponde invocando il cinema di Méliès, l’illusionista: montaggio serrato, arresto di ripresa… “Oodi Oodi Kali Aananda Kuttikalo Intha Thakrutha Mullai” ed ecco che l’Uomo Nero trasforma i bambini in cane, mulo, mucca, tacchino, elefante, scimmia. Illusione, realtà, leggenda, natura. Tutto è cinema.

Amato da Imamura e amante di Tarkovskij, pittore, fumettista affermato e musicista, Aravindan esplorò il cinema da autodidatta, sperimentando nel corso della sua carriera, una varietà di generi stili e linguaggi cinematografici. A trent’anni dalla sua morte un editoriale del “Times of India” lo ricorda come un regista iconoclasta che cambiò la traiettoria del cinema malayalam: “Eppure, come accade a uno dei suoi personaggi più celebri, Esthappan, del quale tutti parlano e che nessuno ha mai visto, i suoi capolavori stanno scomparendo come se non fossero mai esistiti”.

Cecilia Cenciarelli

 

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Copia proveniente da

Central Motion Picture Corporation

Crediti di restauro

Restaurato da The Film Foundation’s World Cinema Project e Cineteca di Bologna, in collaborazione con General Pictures Corporation e Film Heritage Foundation, presso il laboratorio L’Immagine Ritrovata. Restauro sostenuto da Material World Foundation