PROIEZIONE

Komiya Collection – Torino a Tokyo

Komiya Collection – Torino a Tokyo

In questa proiezione

N. 9656 [FRAGMENTS 3. TOMIJIRO KOMIYA COLLECTION

Cast and Credits

35mm. L.: 33 m. 16 f/s. Col.

Scheda Film

Che cosa conoscevamo del cinema muto italiano nel 1990? Non molto e non il meglio. Solo negli ultimi trent’anni la sua complessa topografia è stata tracciata e portata alla luce: il Diva-film, l’inesauribile creatività dei grandi comici (attori e attrici), lo stile riconoscibile dei diversi registi, sceneggiatori e case di produzione, l’importante produzione di non-fiction, il contributo dei grandi scenografi, e così via. Una rivelazione che non sarebbe stata possibile senza il lungo lavoro di Aldo Bernardini e Vittorio Martinelli, la ricerca dei film perduti condotta in tutto il mondo dal Progetto Lumière della FIAF e il restauro (a colori) della Desmet Collection curato dall’allora Nederlands Filmmuseum. Data l’urgente necessità di riscoprire da zero decenni di storia del cinema, mostrare il cinema muto italiano divenne una priorità dei festival di Bologna e di Pordenone. Avevamo bisogno di vedere, di valutare. Per farla breve, il cinema muto italiano, che per sentito dire godeva di cattiva fama, una volta visto si rivelò un grande cinema.

La collezione Komiya arrivò a quel che è oggi il NFAJ nel 1988 e venne preservata nello stesso momento e con le stesse tecniche della collezione Desmet ad Amsterdam. Entrambe le collezioni sono scrigni di cinema muto italiano degli anni d’oro 1911-1915, l’epoca del suo trionfo internazionale. Poiché le produzioni Ambrosio presenti nella collezione sono particolarmente numerose (più di venti) e significative, meritano un programma a parte. Questa la top five: un frammento comico in un paesaggio innevato, due commedie con gli inimitabili Gigetta Morano ed Eleuterio Rodolfi, e due film non identificati con Mary Cléo Tarlarini. Speriamo che gli spettatori del festival risolvano il mistero del film n. 6383, un dramma sociale con Febo Mari, di ambientazione proletaria e asciutto stile visivo.

Mariann Lewinsky

Copia proveniente da

Crediti di restauro

N. 9656

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