Scheda Film
Festival di Cannes 1982: la selezione della Quinzaine des réalisateurs presenta due opere dello stesso regista, Batch 81 e Kisapmata. Insieme a Ishmael Bernal, Peque Gallaga, Kidlat Tahimik e Lino Brocka, Mike de Leon è una delle voci più coraggiose e talentuose della stagione d’oro del cinema d’autore filippino sotto le leggi marziali di Marcos. Figlio e nipote d’arte (la nonna, Narcisa ‘Sisang’ de Leon, è la matriarca di LVN, una delle quattro major storiche del cinema filippino degli anni Trenta, Quaranta e Cinquanta) fonda una sua casa di produzione indipendente ‘Cinema Artists Philippines’ con cui produce il capolavoro di Lino Brocka Manyla in The Claws of Light (1975), di cui firma anche la fotografia. Brocka e de Leon girano di notte per aggirare i controlli: “siamo registi randagi”, dirà Brocka. I loro nomi rimarranno legati a doppio filo: manifestanti tra i manifestanti e cineasti militanti. La tirannia e la violenza che pervadono la cellula familiare di Kisapmata riflettono direttamente la rimozione delle libertà civili della Bagon Lipunan, la ‘Nuova Società’ di Marcos. La rivolta non ha nessuna possibilità di successo nelle Filippine, e il motivo è semplice, nessuno si ribella davanti all’arbitrarietà o all’orrore. De Leon denuncia il radicalismo e la violenza dell’estrema destra senza trascurare né il peso di alcuni fra i miti (la famiglia, le forze armate) su cui si regge la borghesia filippina, né i guasti e gli inquinamenti che nascono dal dilagare del consumismo americaneggiante.
Cecilia Cenciarelli