Scheda Film
Francesco Barilli, il giovane protagonista di Prima della rivoluzione, dieci anni dopo il film di Bernardo Bertolucci esordisce nella regia con un giallo che appartiene al filone lanciato dai primi successi di Dario Argento. Una giovane chimica (Mimsy Farmer), turbata da una conversazione tra amici in cui si parla di magia nera, viene visitata da strani presagi e da immagini del passato: in particolare la morte della madre, di cui lei pensa di essere responsabile. Nel frattempo, tra apparizioni, incidenti e sedute spiritiche, le persone intorno la spaventano sempre più. “Uno dei più inquietanti thriller- horror italiani dell’epoca, che fonde bene il clima di complotto polanskiano, il lato fiabesco (con rimandi ad Alice nel paese delle meraviglie) e il grand guignol, e che esplode in un finale tra i più agghiaccianti del genere” (Paolo Mereghetti). Il film è girato con uno stile elegantissimo, con qualche affondo iperrealistico dei colori come nel Bava anni Sessanta, ma che qui talvolta vira verso ironiche tonalità pastello, mentre la trama allude a risvolti soprannaturali e le location romane diventano inaspettatamente gotiche. Il palazzo in cui vive la protagonista è in piazza Mincio, nel quartiere Coppedè: il suo portone, secondo la leggenda, è ispirato alle scenografie di Cabiria di Pastrone, ma gli appassionati di horror vi riconosceranno soprattutto la residenza di Gregory Peck nel Presagio (1976) di Richard Donner e la biblioteca di Inferno (1979) di Dario Argento.
Emiliano Morreale