Scheda Film
Tre episodi, tre città (Napoli, Milano Roma), la seconda fase della coppia Loren-Mastroianni dopo la coppia di commedie degli anni Cinquanta. Al timone dell’operazione di Carlo Ponti c’è il duo ex neorealista De Sica-Zavattini (che per un episodio si affidano alla penna di Eduardo De Filippo). Trionfo internazionale, Premio Oscar per il miglior film straniero, e non a caso. I film con la Loren dei primi anni Sessanta, scrive Vittorio Spinazzola, sono “esempi di perfetto stile hollywoodiano. […] La bravura di De Sica è appunto consistita nell’individuare un personaggio o meglio un carattere dall’inequivocabile colore locale, adattissimo alle limitate ma precise doti di temperamento della Loren, e dotato di una qualifica morale vividamente eloquente. A prima vista, il ritratto non differisce molto da quello della ‘guagliona’ napoletana schizzato nell’Oro di Napoli e poi ripreso in tante altre pellicole del neorealismo rosa. Ma nei nuovi film De Sica spinge più a fondo il contrasto fra la popolaresca, esuberante spregiudicatezza dei modi e l’intima sanità del cuore: sotto l’apparenza vetustamente becera, palpita un cuore fiero e generoso. Lungi dal soffrirne, il personaggio acquista evidenza e duttilità, così da adattarsi sia al registro drammatico sia a quello farsaiolo: importa soltanto che, quanto maggiori sono l’audacia delle situazioni e la reprensibilità del comportamento, tanto più fermamente sia esaltata la nativa integrità della coscienza” (Cinema e pubblico, Bompiani, Milano 1974).
Emiliano Morreale