Scheda Film
High Noon narra una storia apparentemente semplice. È una torrida domenica mattina di fine Ottocento. Will Kane, sceriffo dimissionario di Hadleyville, una cittadina del West, ha sposato la quacchera Amy e sta per iniziare con lei una nuova vita altrove. Giunge la notizia che Frank Miller, famigerato fuorilegge da lui consegnato all’ergastolo, dopo soli cinque anni di carcere è stato graziato e arriverà con il treno di mezzogiorno per consumare la sua vendetta. […] Questa storia apparentemente semplice non è però un testo inerte bensì un complesso, teso e incalzante flusso di suoni e immagini in movimento. Si incentra su una grande icona culturale dell’epoca, Gary Cooper, che nel riassumere e rivedere la sua lunga storia di star del cinema iniziata negli anni Venti genera complesse immagini di una virilità problematica. Quale racconto audiovisivo, il film è anche una costruzione esplicitamente di genere: è un western, con tutte le valenze mitiche che caratterizzano i racconti situati nella storia dell’Ovest nordamericano, ed è narrato per intrattenere il pubblico cinematografico degli anni Cinquanta del Novecento. È un film americano, realizzato nel regno di Hollywood, ma di una Hollywood molto particolare: quella indipendente degli anni postbellici, di Fred Zinnemann, Stanley Kramer e Carl Foreman. In questa sua particolarità High Noon è segnato dal rapporto con le mutate condizioni del cinema degli anni Cinquanta e dalla situazione politica della Guerra Fredda, che si rispecchia in vari aspetti della trama e portò al sacrificio dello sceneggiatore nella frenetica caccia alle streghe della Commissione per le attività antiamericane. Ma soprattutto è un film che parla di etica e di morale e della loro intersezione con il mondo sociale dei cittadini e della legalità, tematiche che lo resero caro alle successive generazioni di spettatori di tutto il mondo nonché ai presidenti statunitensi da Eisenhower a Clinton e lo proiettarono oltre gli anni Cinquanta, portandolo a incarnare una visione più longeva e complessa del ruolo culturale e ideologico del cinema popolare.
Phillip Drummond, High Noon, BFI, Londra 1997