Scheda Film
Dopo il fallimento definitivo del progetto di un film su due bambini che partono per New York – un soggetto che pure gli stava molto a cuore – Comencini realizza in Svizzera Heidi, tratto dal celebre romanzo di Johanna Spyri. […]
Il film – con la formidabile fotografia di Emil Berna – viene girato nei magnifici paesaggi del cantone dei Grigioni. Racconta la storia di tre bambini, Heidi, otto anni, Peter, un giovane pastore, Klara, una piccola paralitica che vive a Francoforte. Heidi, cresciuta dal nonno, viene mandata presso una famiglia tedesca affinché le venga impartita una buona educazione. […] Fino a quel momento, non è altro che una scavezzacollo, cresciuta sui monti. È l’anticipazione di tutti i bambini comenciniani che esprimono un‘indipendenza di spirito e una libertà di comportamento di fronte ai condizionamenti dell’età adulta. Nella sua famiglia adottiva, Heidi sarà ‘addomesticata’, diventerà una ragazzina ben educata, imparerà a leggere, ma rimarrà fondamentalmente una ribelle: con un attacco di sonnambulismo, manifesta il bisogno di ritornare tra i suoi monti natali. Prima di partire per le vacanze, si ferma nell’ingresso della grande casa di città e lancia un urlo come quelli che faceva quando era immersa nella natura: afferma, così, la sua profonda appartenenza alle origini rurali, nonostante il fatto che sia diventata una ‘bambina modello’, una cittadina civilizzata. A contatto con la freschezza della piccola montanara, Klara, la ragazzina paralizzata, diventa ogni giorno più vivace fin quando non si alza dalla sua sedia a rotelle e cammina. Il senso di rinascita è sottolineato dal fatto che la guarigione avviene durante la visita a una stalla dove una giumenta sta partorendo un puledro. […]
Heidi costituisce un tassello non trascurabile in un’opera in divenire che pone i bambini al centro del racconto, quei bambini capaci di mostrare stupore e spontaneità in una società, quella dell’inizio del Ventesimo secolo, impastoiata nel suo formalismo di buone maniere e di rispettabilità borghese.
Jean A. Gili, Luigi Comencini, Gremese, Roma 2005