PROIEZIONE

HANDS ACROSS THE TABLE

HANDS ACROSS THE TABLE

In questa proiezione

HANDS ACROSS THE TABLE

Cast and Credits

Sog.: Viña Delmar. Scen.: Norman Krasna, Vincent Lawrence, Herbert Fields. F.: Ted Tetzlaff. M.: William Shea. Scgf.: Hans Dreier, Roland Anderson. Mus.: Sam Coslow. Int.: Carole Lombard (Regi Allen), Fred MacMurray (Theodore Drew III), Ralph Bellamy (Allen Macklyn), Astrid Allwyn (Vivian Snowden), Ruth Donnelly (Laura), Marie Prevost (Nona), Katherine DeMille (Katherine Travis), Joseph Tozer (Peter). Prod.: E. Lloyd Sheldon per Paramount Productions Inc. 35mm. D.: 80’. Bn.

Scheda Film

Se c’è un film prototipico del cinema di Mitchell Leisen – cioè un melodramma attraversato dalla comicità, e talvolta il contrario – Hands Across the Table rappresenta la prima compiuta espressione di quella formula. Ci sono tutti gli elementi essenziali: personaggi archetipici come il maschio timido o l’uomo insicuro, affiancati da donne dotate di prontezza di spirito e di una natura gentile ma tenace. La lucidità delle protagoniste di Leisen fa risaltare, per contrasto, l’immaturità degli uomini; l’ego maschile e il machismo vengono così ridimensionati dal pragmatismo femminile. In Hands Across the Table Carole Lombard appare insolitamente vulnerabile e straordinariamente bella nel ruolo di una manicure combattuta tra Ralph Bellamy (l’eterno perdente delle commedie romantiche), qui nei panni di un uomo gentile sulla sedia a rotelle, e Fred MacMurray, milionario playboy volubile ed egocentrico che ha perso tutto durante la Grande Depressione. Lombard e MacMurray si lanciano in una corsa per sposare il primo partner facoltoso disponibile: l’una cerca la felicità, l’altro il benessere. Leisen non elude la questione offrendo una facile risposta al dilemma ‘amore o denaro’, come avrebbe potuto fare il contraddittorio Frank Capra, sempre pronto a idealizzare la povertà. Non è che uno dei due uomini incarni l’amore e l’altro il denaro; entrambi sono limitati dalle proprie debolezze, fisiche e psicologiche. Per Leisen nella vita si tratta di scegliere con quali fragilità si è disposti a convivere. Non mancano i momenti di magia, come quando la mattina, dopo una notte di corteggiamento e di giocosa tensione erotica, MacMurray, sdraiato accanto a Lombard, canta The Morning After: il film lascia maliziosamente intendere che la loro passione sia stata consumata, salvo poi rivelare che il desiderio è stato tenuto a bada con umorismo e pazienza. (L’uso allusivo ed evocativo delle canzoni è un espediente ricorrente nel cinema di Leisen. Nei suoi film le canzoni placano e insieme risvegliano i ricordi). Fu il primo ruolo significativo di MacMurray: non aveva mai preso il cinema troppo sul serio fino a quando non lavorò con Leisen e Lombard, quest’ultima in particolare prodiga di consigli sulla spontaneità, i tempi comici e le trattative con gli studios.

Ehsan Khoshbakht

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