Scheda Film
Se c’è un film prototipico del cinema di Mitchell Leisen – cioè un melodramma attraversato dalla comicità, e talvolta il contrario – Hands Across the Table rappresenta la prima compiuta espressione di quella formula. Ci sono tutti gli elementi essenziali: personaggi archetipici come il maschio timido o l’uomo insicuro, affiancati da donne dotate di prontezza di spirito e di una natura gentile ma tenace. La lucidità delle protagoniste di Leisen fa risaltare, per contrasto, l’immaturità degli uomini; l’ego maschile e il machismo vengono così ridimensionati dal pragmatismo femminile. In Hands Across the Table Carole Lombard appare insolitamente vulnerabile e straordinariamente bella nel ruolo di una manicure combattuta tra Ralph Bellamy (l’eterno perdente delle commedie romantiche), qui nei panni di un uomo gentile sulla sedia a rotelle, e Fred MacMurray, milionario playboy volubile ed egocentrico che ha perso tutto durante la Grande Depressione. Lombard e MacMurray si lanciano in una corsa per sposare il primo partner facoltoso disponibile: l’una cerca la felicità, l’altro il benessere. Leisen non elude la questione offrendo una facile risposta al dilemma ‘amore o denaro’, come avrebbe potuto fare il contraddittorio Frank Capra, sempre pronto a idealizzare la povertà. Non è che uno dei due uomini incarni l’amore e l’altro il denaro; entrambi sono limitati dalle proprie debolezze, fisiche e psicologiche. Per Leisen nella vita si tratta di scegliere con quali fragilità si è disposti a convivere. Non mancano i momenti di magia, come quando la mattina, dopo una notte di corteggiamento e di giocosa tensione erotica, MacMurray, sdraiato accanto a Lombard, canta The Morning After: il film lascia maliziosamente intendere che la loro passione sia stata consumata, salvo poi rivelare che il desiderio è stato tenuto a bada con umorismo e pazienza. (L’uso allusivo ed evocativo delle canzoni è un espediente ricorrente nel cinema di Leisen. Nei suoi film le canzoni placano e insieme risvegliano i ricordi). Fu il primo ruolo significativo di MacMurray: non aveva mai preso il cinema troppo sul serio fino a quando non lavorò con Leisen e Lombard, quest’ultima in particolare prodiga di consigli sulla spontaneità, i tempi comici e le trattative con gli studios.
Ehsan Khoshbakht