PROIEZIONE

GUNVOR NELSON, FEDELE ALLA REALTÀ

GUNVOR NELSON, FEDELE ALLA REALTÀ

In questa proiezione

MY NAME IS OONA

Cast and Credits

F., Mus.: Gunvor Nelson. Int.: Oona Nelson 16mm. D.: 10’. Bn.

Scheda Film

La Filmmaker emergente dell’avanguardia americana

Nel 1972 Gunvor Nelson fu invitata a presentare una rassegna di suoi film al Museum of Art del Carnegie Institute di Pittsburgh. L’invito proveniva da Sally Dixon, fondatrice e prima curatrice della sezione cinematografica del museo, figura determinante non solo nel plasmare la cultura del cinema sperimentale a Pittsburgh ma anche nel sostenere attivamente i cineasti e i loro progetti. Durante il suo soggiorno di una settimana, Nelson ebbe l’opportunità di lavorare al montaggio del suo film Moons Pool usando una moviola Steenbeck a quattro piatti di recente acquisizione presso il Pittsburgh Filmmakers (PFM), una cooperativa cinematografica sostenuta da Dixon. Sebbene Moons Pool, noto per il suo complesso sistema di stampa su rulli A/B/C/D, non fosse ancora completato, Nelson ne presentò un estratto con il titolo di lavorazione A Very Personal Film About Bodies and Water. Il filmmaker di Pittsburgh J.T. Vale documentò la visita di Nelson con una cinepresa 16mm, realizzando il cortometraggio Oona Is My Daughter’s Name. Il film fu a lungo ritenuto perduto fino al ritrovamento di una copia 16mm nell’appartamento di Nelson. Vi figurano rari momenti in cui Gunvor Nelson parla del proprio lavoro e in particolare di My Name Is Oona, capolavoro di montaggio la cui tessitura sonora si basa sulla ripetizione in loop della voce della figlia.

Julia Mettenleiter

Copia proveniente da
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