Scheda Film
Per il suo ultimo grande ruolo cinematografico Delphine Seyrig ritrova Chantal Akerman alcuni anni dopo Jeanne Dielman, dove interpretava una casalinga meticolosa. Golden Eighties, commedia musicale burlesca, tenera e frenetica, fa indossare ancora una volta gli abiti della piccola borghesia alla sfavillante attrice e militante femminista con il personaggio di Jeanne Schwartz, negoziante della Galerie de la Toison d’Or di Bruxelles. Tuttavia, sotto le apparenze del conformismo sociale in abito nero e colletto bianco, Jeanne appare come uno dei personaggi più politici della galassia di eroine akermaniane. Bella donna di mezz’età, proprietaria di un negozio d’abbigliamento, diviene il fulcro di questo film sull’amore e il commercio prima dell’arrivo della crisi economica. Confidente di tutta la galleria commerciale, è la sacerdotessa della quieta felicità. La sua dolcezza nasconde però l’immenso trauma della Seconda guerra mondiale e il silenzio di una donna sopravvissuta all’Olocausto. Distrutta dall’esperienza dei campi, la sua incapacità di parlare riecheggia il silenzio della madre della regista, altra sopravvissuta alla grande tragedia del XX secolo. Per Jeanne la felicità è quindi un dovere politico, unico baluardo contro la barbarie. Il mondo così com’è, con i suoi andirivieni e i suoi desideri ostacolati, poggia sulla solidità e la gentilezza di questa fata della speranza. Su di lei non aleggia mai il rimpianto, come se, per il cinema francofono, Seyrig si congedasse diffondendo la speranza.
Gabriela Trujillo