Scheda Film
In una cittadina svedese di fantasia scoppia un piccolo scandalo quando la studentessa Katja si presenta al ballo studentesco di fine corso indossando il frac del fratello. Una simile condotta non può essere tollerata dalle forze conservatrici della città, la cui figura di riferimento è la vedova del pastore, interpretata dalla regista del film, Karin Swanstrom. Ripudiata dal padre, Katja è costretta a rifugiarsi nella tenuta di campagna di un’amica. Karin Swanstrom è una delle sei registe note del cinema muto svedese. Questa commedia, tratta da un romanzo di Hjalmar Bergman pubblicato l’anno precedente, fu il suo quarto e ultimo film come regista. Aveva esordito dietro la macchina da presa tre anni prima con la farsa Boman pa utstallningen, che fu girata in esterni durante l’Esposizione di Goteborg nel 1923 ed è l’unico altro suo film a essersi conservato. Pur avendo diretto pochi film, Swanstrom esercitò un’influenza enorme sul cinema svedese. Dal 1933 al 1941 fu consulente artistica per la principale casa di produzione del paese, Svensk Filmindustri, contribuendo così a plasmare il cinema degli anni Trenta, un decennio spesso liquidato per la sua vocazione a forme d’intrattenimento più leggere. L’unica copia nitrato superstite di Flickan i Frack è stata duplicata nel 1973, ma per molto tempo il solo elemento accessibile è stato una copia acetato con didascalie flash in inglese. Dopo la realizzazione, nel 2008, di una copia Desmet con didascalie complete, il film è diventato uno dei muti svedesi più frequentemente proiettati tra quelli non diretti dai maestri di fama internazionale Victor Sjostrom e Mauritz Stiller. Questo rinnovato interesse per il film non può essere spiegato esclusivamente dall’odierno desiderio di riscoprire registe dimenticate. Con il suo accattivante tema del travestimento, Flickan i Frack si presta a letture queer, applicabili anche alla variopinta comunita femminile che vive nella tenuta in cui Katja trova rifugio dopo la sua scandalosa sfida alle norme di genere durante il ballo.
Magnus Rosborn