Scheda Film
Immagini della follia: balletto, burlesque, autoritratto
Questo programma di tre film, realizzati tra il 1963 e il 1978 e tutti finanziati dall’azienda farmaceutica svizzera Sandoz, mostra la varietà di stili e approcci proposti da Éric Duvivier per affrontare le psicopatologie e la loro sintomatologia: allucinazioni, deliri, disturbi dissociativi, fissazioni morbose, ossessioni, ecc. Lo si vede così passare dal balletto sinfonico di Ballet sur un thème paraphrénique, girato prevalentemente in studio con scenografie che ricordano i dipinti surrealisti, allo sketch burlesco e caricaturale di Autostop (con l’attore comico Jacques Dufilho e l’attrice Dorothée Blanck, che ha recitato, tra gli altri, nei film di Agnès Varda), per arrivare infine al cinema sperimentale lirico dai toni psichedelici di Autoportrait d’un schizophrène, con Pierre Clémenti (che lavorerà con Buñuel, Pasolini, Bertolucci), dove si riconosce un universo vicino a La Cicatrice intérieure di Philippe Garrel o a Le Horla di Jean-Daniel Pollet. Vi si percepisce, senza ombra di dubbio, la firma di un artista sensibile e inventivo che, al di là della committenza scientifica (il dottor Didier-Jacques Duché figura come consulente medico e i testi provengono spesso da pazienti), cerca attraverso un’esplorazione radicale della forma e del linguaggio cinematografico le modalità per tradurre – ora mediante lo spettacolo coreografico, ora attraverso l’umorismo o l’autoritratto filmato – i dati sensibili della ‘follia’.
André Habib