Scheda Film
La bella Yvette Maudet, ventiduenne prostituta occasionale, deruba e tramortisce la moglie di un gioielliere parigino. Affermato avvocato di mezz’età, André Gobillot accetta di difenderla. Se ne innamora. Fa di tutto e di più per farla scagionare.
In questo film il regista Claude Autant-Lara e Jean Aurenche e Pierre Bost, suoi sceneggiatori e dialoghisti prediletti, proseguono l’opera di denuncia delle ipocrisie borghesi iniziata negli anni Quaranta.
Film più, film meno, questo è il ventesimo di Brigitte Bardot, che è diventata una star due anni prima con Piace a troppi. Qui però il contesto è diverso. Lo dice la stessa Brigitte Bardot: “Ero terrorizzata all’idea di girare con Edwige Feuillère e Jean Gabin… Era la prima volta in vita mia che avevo un ruolo importante in un film serio”. I rapporti tra Gabin e Bardot furono però buoni. Nel 1996 l’attrice scriverà in Initiales B.B., la sua autobiografia: “Grazie, Gabin! Sotto quei modi ruvidi lei aveva una sensibilità immensa, e grazie a lei mi sono sentita molto a mio agio in En cas de malheur”. Sullo schermo seppe effettivamente convincere. Nella vita, durante le riprese, andò altrimenti: tentò il suicidio per amore.
Gabin, che all’epoca conduceva una vita perbene nelle campagne della Normandia, fu invece scandalizzato dal film e dal suo personaggio. Gobillot, cinquantenne sofisticato alle prese con la crisi di mezz’età, era molto lontano dall’immagine che voleva dare di sé al pubblico e ai suoi tre figli.
Edouard Waintrop