Scheda Film
Dopo aver realizzato due dei più importanti noir del cinema messicano (En la palma de tu mano nel 1951 e La noche avanza nel 1952), Roberto Gavaldón, che si era fatto le ossa come comparsa e aiuto regista a Hollywood, cambiò leggermente direzione girando l’eccezionale dramma rurale El rebozo de Soledad. Il film narra la storia di Alberto Robles, onesto medico costretto a scegliere tra gli agi di una Città del Messico in rapida modernizzazione e una vita al servizio dei poveri di un villaggio rurale. Diversamente da Emilio Fernández, registi quali Gavaldón (soprannominato ‘l’orco’ per la sua personalità dispotica) e Julio Bracho mettevano in luce nei loro film un atteggiamento critico nei confronti della Rivoluzione. El rebozo de Soledad, per esempio, è allo stesso tempo una celebrazione dei valori messicani tradizionali (le virtù intrinseche del patrimonio indigeno), un’esplorazione del crescente divario tra città e campagna (modernità urbana contro tradizione rurale) e una critica della violenza e della corruzione che continuavano ad affliggere le aree povere e rurali, i cui abitanti – invece di beneficiare della Rivoluzione – erano ancora vittime della crudeltà dei possidenti e dei cacicchi locali.
Arricchito dalle eccellenti interpretazioni di alcuni dei più importanti attori dell’Epoca d’oro – Arturo de Córdova, Pedro Armendáriz, Domingo Soler e la dimenticata Stella Inda (che interpretò anche I figli della violenza di Buñuel) –, dalla fotografia di Gabriel Figueroa e da una sceneggiatura frutto della collaborazione con lo scrittore di sinistra José Revueltas (sceneggiatore di alcuni dei migliori film noir messicani nonché cronista di nera), il film è un dramma vigoroso e toccante condito da effetti speciali così avanzati che alcune scene mediche risultano ancora oggi impressionanti.
Daniela Michel e Chlöe Roddick