Scheda Film
Difficile non intravedere nel professor Mauthner di Der Ruf un autoritratto di Fritz Kortner, che è qui attore e sceneggiatore: entrambi hanno lasciato il Reich con l’ascesa al potere dei nazisti, hanno vissuto in esilio in California e sono poi tornati nei territori tedeschi occupati dagli Alleati occidentali. Quel che l’attore/regista Kortner visse al suo rientro in Germania lo racconta probabilmente qui attraverso le vicissitudini di un docente universitario. Poco è cambiato. Benché Mauthner sia stato invitato a riprendere la carica di capo del dipartimento, non è esattamente il benvenuto. Chi comandava durante il nazismo e si ritrova adesso degradato non sente il bisogno di nascondere la propria ostilità nei suoi confronti. L’antisemitismo è ancora dilagante. Quando Mauthner sfida studenti e colleghi tenendo una lezione in inglese, la gente impazzisce. Kortner rimase in Germania nonostante l’odio e il disprezzo che dovette affrontare, mentre Mauthner… Der Ruf resta uno dei film più brutali e implacabili sulla Germania postbellica sull’orlo della (semi-)indipendenza: in questo film girato negli ultimi mesi di occupazione ma uscito nella neonata Repubblica Federale Kortner descrive il tipo più ignobile di continuità storica. È un’opera di devozione e dedizione politica: un’opera a quattro mani, perché Der Ruf è frutto dell’impegno tanto del produttore-regista Josef von Báky quanto dello sceneggiatore-attore Kortner. A entrambi, va detto, le cose non andranno mai più altrettanto bene, seppure in modo completamente diverso: von Báky girerà molti altri film, anche se di gran lunga meno buoni dei due usciti nel 1949 (il secondo è Die seltsame Geschichte des Brandner Kasper, che fa da affascinante pendant a Der Ruf ), mentre Kortner girerà un unico film nella Repubblica Federale, Die Stadt ist voller Geheimnisse (1955), ma il mancato successo commerciale di questo capolavoro minore lo convincerà a non insistere.
Olaf Möller