Scheda Film
Il successo critico e commerciale di Deliverance cambiò molte vite. Tratto dal primo romanzo di James Dickey, poeta del sud degli Stati Uniti, la storia di quattro uomini di città che scoprono un’America rurale primitiva e brutale valse la notorietà al suo autore, salvò la carriera di Jon Voight e confermò la promozione di Burt Reynolds da attore televisivo a divo cinematografico. Attestò inoltre la direzione presa dalla carriera di John Boorman, regista avventuroso interessato a esplorare i limiti dell’esperienza e dell’immaginazione in luoghi remoti come aveva fatto nel suo primo film importante, Duello nel Pacifico (1968). La marcia in più di Deliverance, quella che lo fece entrare nella leggenda, era rappresentata dai veri pericoli affrontati dal cast girando sulle acque agitate della Georgia e della Carolina del Sud con un budget risicato, senza assicurazione né stuntmen. Si dice che per queste riprese complicate Boorman avesse scelto Vilmos Zsigmond perché aveva filmato l’invasione sovietica dell’Ungheria nel 1956; il film ne lanciò la carriera di grande direttore della fotografia. In anticipo rispetto alle questioni ecologiche attuali, a mettere in moto la storia è l’idea di percorrere un fiume in canoa prima che una diga lo faccia scomparire. Il fiume Chatooga possedeva tutti i requisiti di pericolosità, ma come osservò Boorman aveva ancora un aspetto pittoresco. Lui e Zsigmond allora desaturarono i colori e soprattutto smorzarono i verdi per “sbarazzarsi di ogni gradevolezza”, aspetto che dovrebbe rendere particolarmente interessante la proiezione di una copia originale Technicolor.
In linea con l’estrema economia del film, per la colonna sonora Boorman si limitò a registrare un chitarrista e un suonatore di banjo: il pezzo Dueling Banjos che ne risultò si guadagnò una fama a se stante.
Ian Christie