PROIEZIONE

DAYEREH-YE MINA

DAYEREH-YE MINA

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DAYEREH-YE MINA

Cast and Credits

Sog.: dal racconto Garbage Dump di Gholam-Hossein Sa’edi. Scen.: Gholam-Hossein Sa’edi, Dariush Mehrjui. F.: Houshang Baharlou. M.: Tal’at Mirfenderski. Int.: Saeed Kangarani (Ali), Forouzan (Zahra), Ali Nasirian (Esmail), Ezzatollah Entezami (dottor Sameri), Bahman Farsi (dottor Davoudzadeh), Esmail Mohammadi (il padre di Ali), Rafi Halati (un medico), Mohammad Moti (un trafficante di sangue), Soroush Khalili (il capo dell’ospedale). Prod.: Telefilm, Iranian Film and Cinematography Company, Ministry of Culture and Art, Iranian Filmmakers Cooperative.

Scheda Film

Il racconto straziante di miseria morale e sociale del compianto Dariush Mehrjui evoca una Mamma Roma calata nelle baraccopoli della Teheran degli anni Settanta. Qui, un giovane di nome Ali porta il padre anziano e malato in città per curarlo. Incapaci di ottenere il ricovero in ospedale, sono costretti a vivere per strada, dove Ali s’imbatte in un autista d’ambulanza senza scrupoli, un’infermiera e il capo di un traffico clandestino di sangue. Finisce per lavorare per quest’ultimo, comprando sangue da tossicodipendenti e poveri. Tratto dal racconto Garbage Dump di Gholam-Hossein Sa’edi, Dayereh-ye Mina segna la seconda collaborazione di Mehrjui con il celebre scrittore, dopo il suo influente Gaav (The Cow). Accanto agli interpreti abituali di Mehrjui, tra cui Ali Nasirian ed Ezzatollah Entezami, il film presenta anche, in modo controverso, la popolare star del filmfarsi Forouzan, la cui prova rivela una versatilità fino ad allora poco esplorata. Se nei film di Mehrjui di quel periodo non mancavano cupezza e desolazione, questo – anche per la rinuncia agli elementi metafisici e simbolici che ne caratterizzavano il lavoro – è forse il più perturbante. Ne pagò il prezzo: contestato dall’Associazione Medica Iraniana, il film fu vietato per due anni, prima di una proiezione unica al Festival delle Arti di Shiraz nel 1976 e di una distribuzione limitata ma di successo, nel 1978. Come in Gaav e Postchi (The Postman), in cui uomini comuni si trasformano in animali, anche in Dayereh-ye Mina è presente una metamorfosi, sebbene molto più sottile: il perfettamente angelico Ali è costretto dalle circostanze a diventare un mostro, senza che questo alteri profondamente la sua visione o il suo comportamento. Ciò che rende Dayereh-ye Mina il film più inquietante di Mehrjui è piuttosto il modo in cui l’affiorare di una natura bestiale lo trasforma in una figura astuta e calcolatrice. Il film ci introduce così a una società affetta da una sepsi economica, sociale e culturale – una società che, nel tentativo di curarsi, finirà per tagliarsi i polsi con la Rivoluzione del 1979.

Ehsan Khoshbakht

Copia proveniente da
Restauro in 4K realizzato da

Crediti di restauro

Restaurato in 4K nel 2025 da La Cinémathèque française a partire da una copia positiva 35mm. In collaborazione con la famiglia di Dariush Mehrjui.

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