PROIEZIONE

DARLING, HOW COULD YOU!

DARLING, HOW COULD YOU!

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DARLING, HOW COULD YOU!

Cast and Credits

Sog.: dalla pièce Alice-Sit-by-the-Fire. A Page from a Daughter’s Diary (1905) di James M. Barrie. Scen.: Dodie Smith, Lesser Samuels. F.: Daniel L. Fapp. M.: Alma Macrorie, Eda Warren. Scgf.: Hal Pereira, Roland Anderson. Mus.: Frederick Hollander. Int.: Joan Fontaine (Alice Grey), John Lund (dottor Robert Grey), Mona Freeman (Amy Grey), Peter Hanson (Dr. Steve Clark), David Stollery (Cosmo Grey), Virginia Farmer (Fanny), Angela Clarke (l’infermiera), Lowell Gilmore (Aubrey Quayne). Prod.: Harry Tugend per Paramount Pictures.

Scheda Film

L’ultimo film di Mitchell Leisen per la Paramount, concepito come progetto non originale per sfruttare una pièce di James M. Barrie, di cui lo studio possedeva i diritti, e riutilizzare i set ancora disponibili di L’ereditiera di William Wyler, potrebbe sembrare l’ultimo atto un po’ avvilente di una delle collaborazioni più lunghe e feconde tra un regista e uno studio hollywoodiano. In realtà si tratta di uno dei film di Leisen più brillanti sul piano concettuale: una commedia di costume in cui il regista si chiede che cosa accadrebbe se il rapporto tra genitori e figli venisse azzerato e ci si trovasse a conoscere la propria famiglia da capo in una fase più avanzata della vita. Il risultato è imbarazzante, esilarante e commovente, talvolta tutte e tre le cose nello stesso momento. Come suggerisce il titolo originale, qualcuno è contrariato, ma non sappiamo mai esattamente chi, né perché. Il malumore passa da un membro della famiglia all’altro come un virus. Dopo anni trascorsi a Panama per lavoro, una coppia interpretata da Joan Fontaine e John Lund torna negli Stati Uniti, dai figli cresciuti senza i genitori. I valori vittoriani sono ormai agli sgoccioli e la deliziosa e stralunata Fontaine si ritrova emotivamente fuori fase, ignara di aver fatto ritorno in un mondo ormai completamente cambiato. All’inizio del film la figlia adolescente della coppia, Amy (Mona Freeman), si introduce di nascosto in un teatro dove assiste a una di quelle pièce infarcite di parole francesi. Quell’allestimento pacchiano la illude d’aver capito come va il mondo e di aver scoperto il lato sordido della vita: il sesso. La candida Amy manifesta eccentricità e atteggiamenti nevrotici verso genitori che conosce a malapena. Proietta sulla vita reale ciò che ha visto in scena, immaginando la madre come un’adultera e pronunciando battute che sono in qualche modo sfuggite alla censura del Codice. “Stasera potrei compromettere il mio onore”, dice, fantasticando di perdere la verginità in un chimerico tentativo di salvare la madre dal disdoro. Non c’è un unico equivoco, ma una cascata continua di malintesi. Quasi ogni frase resta sospesa a metà e si risolve automaticamente in spiritosa allusione.

Ehsan Khoshbakht

Copia proveniente da
Per concessione di

Crediti di restauro

Restaurato in 4K nel 2020 da Paramount Pictures presso i laboratori Paramount Post Services e Deluxe Audio, a partire da un duplicato negativo 35mm e da una copia fine grain composita 35mm.

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