PROIEZIONE

DAO

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DAO

Cast and Credits

Scen.: Tsui Hark, Hui Koan. F.: Venus Keung. M.: Kam Ma, Tsui Hark. Scgf.: William Chang, Bill Lui, Alfred Yau. Mus.: Raymond Wong, Wai Lap Wu. Int.: Zhao Wenzhou (Ding On), Xiong Xinxin (Fei Lung), Moses Chan Ho (Iron Head), Sonny Su (Siu Ling), Valerie Chow (la prostituta), Austin Wai (il maestro della fabbrica di spade), Michael Tse (Skeleton), Collin Chou (Lai But Fiu). Prod.: Tsui Hark per Film Workshop e Golden Harvest DCP. D.: 105’. Col.

Scheda Film

Nel prodigioso Dao Tsui Hark (affiancato da tre martial arts directors: Yuen Bun, Mang Hoi e Stephen Tung Wai) seppellisce il wuxiapian con uno stile mai visto, realistico, crudo e turbinoso, come se un’intera tradizione non fosse mai esistita […]. Tsui recupera uno stile modernista fatto di improvvisi scarti di velocità narrativa, ellissi, spazi costruiti ipoteticamente e rovesciati come guanti. E nelle furibonde scene d’azione spesso omette i momenti culminanti: nella sequenza in cui Zhao Wenzhou (Chiu Mancheuk in cantonese) perde il braccio, non ci viene mostrata la mutilazione, ma solo i primissimi piani e i dettagli dei volti dei personaggi. Analogamente, nel duello finale tra Zhao e Xiong Xinxin, accanto alle indispensabili inquadrature quasi sempre in movimento in cui entrambi i duellanti compaiono nel quadro, vi sono momenti in cui la violenza dello scontro è espressa solo dall’alternarsi dei primi piani, dal ritmo vorticoso di salti e di improvvisi dettagli; […] non c’è più un sistema di accenti, una logica, per quanto complessa, ma un modo di procedere che verrebbe voglia di paragonare a un frattale. Un cinema che va verso la metonimia e che ritorna ancora una volta alla lezione di King Hu: la realtà è troppo veloce per essere afferrata, e il cinema per coglierne l’essenza deve farsi altrettanto illeggibile. Anche se lo spirito di fondo è molto più cupo, e non c’è più il riscatto visionario. Tsui Hark riprende elementi di The One Armed Swordsman e The New One Armed Swordsman di Zhang Che, e da un’epopea misogina trae una storia di formazione con un delicato triangolo sentimentale fra tre ragazzi, costretti a scoprire in modo traumatico le forze che regolano il mondo: sesso e violenza. […] Tsui dipinge un mondo barbaro, specchio del presente, arrivando alla fine a un senso di perdita che deve qualcosa probabilmente sia ad Ashes of Time sia a C’era una volta in America.

Alberto Pezzotta, Tutto il cinema di Hong Kong. Stili, caratteri, autori,
Baldini & Castoldi, Milano 1999

Copia proveniente da
Restauro in 4K realizzato da

Crediti di restauro

Restaurato in 4K nel 2026 da Warner Bros. e The Criterion Collection presso il laboratorio Resillion, a partire dal negativo camera originale 35mm e dalle tracce audio magnetiche 35mm

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