Scheda Film
Il film non tenta le facili vie della commozione immediata, ma si offre come una serena contemplazione del dolore. Diremmo che la sua caratteristica più insolita, e addirittura controcorrente in tempi dove l’informe e l’inespresso stanno prendendo il sopravvento, è nella virile lucidità con cui il regista fa propria la condizione sentimentale del narratore. Sul piano pratico il passo più difficile è stato certo il passaggio dalla prima persona del racconto alla terza persona del film, da un Pratolini che dice ‘io’ a Marcello Mastroianni che lo fa rivivere oggettivamente sullo schermo. L’operazione è riuscita anche grazie all’apporto di questo magnifico attore, che ha deciso di sorprendere tutti per un eclettismo senza precedenti nei poveri annali recitativi del film italiano. Dal testimone divertito e inquieto di La dolce vita a Il bell’Antonio, dall’antiquario cinico e un po’ distratto di L’assassino di Petri al pittoresco barone Cefalù di Divorzio all’italiana, Mastroianni sembra impegnato a forzare tutti i limiti della propria personalità. Ma è in Cronaca familiare, crediamo, che appaiono il suo volto più segreto e la sua capacità di mettere a nudo, con i mezzi della recitazione, il cuore di un personaggio.
Tullio Kezich, “La Settimana Incom Illustrata”, 14 ottobre 1962