Scheda Film
Persuaso che l’indiziato di un omicidio commesso a Parigi in un terreno abbandonato non sia il vero colpevole, un giovane ispettore indaga in proprio. Si immerge nell’ambiente dei delinquenti, dei protettori e delle prostitute. Si scontra con un piccolo criminale e si innamora di una ragazza di vita bella e depressa. Quando gira a Parigi Cœur de lilas il regista Anatole Litvak ha solo ventinove anni e due lungometraggi al suo attivo. Ha però lavorato nel cinema sovietico e successivamente a Berlino-Babelsberg negli anni Venti, momento magico del cinema tedesco.
Qui adatta una pièce di Tristan Bernard e Charles-Henry Hirsch, che gli permette di muoversi tra racconto morale, storia poliziesca e melodramma popolare. Con Curt Courant, il suo direttore della fotografia già collaboratore di Curtis Bernhardt e di Fritz Lang, punta su un’atmosfera molto cupa.
Le attrazioni principali sono qui André Luguet e Marcelle Romée. A trentanove anni, già divo del muto e attore di Louis Feuillade e Léonce Perret, Luguet è quasi un veterano del cinema. Marcelle Romée, alias Marcelle Arbant (che interpreta la Cœur de lilas del titolo), è invece un’attrice della Comédie Française, e si suiciderà poco dopo l’uscita del film.
Quanto a Gabin, malgrado entri in scena solo al minuto venticinque e non sia la star del film, buca lo schermo fin dalla sua prima apparizione. Sa cambiare registro, passare dal comico al tragico, animare con brio una parodia di indagine giudiziaria e poi farsi carico del dramma con una facilità straordinaria.
E poi canta: La Môme caoutchouc, una canzone di Maurice Yvain e di Serge Veber, che viene ripresa subito dopo da Fréhel, la grande cantante interprete della chanson-réaliste: “La ragazza di caucciù / Puoi farci di tutto e di più / Se ti prende, tic e tac / Ti strapazza, è un patatrac / Sì, è la verità! / A pezzetti lei ti fa / La ragazza di caucciù”.
Edouard Waintrop