Scheda Film
La german connection della Fox ebbe inizio quando William Fox invitò F.W. Murnau a dirigere l’immenso Sunrise nel 1927, proseguì attraverso la collaborazione con il produttore Erich Pommer – che fondò Fox Europa quando i nazisti lo cacciarono dall’UFA – e si estese a una serie di contratti con insigni esponenti del cinema di Weimar, molti dei quali poterono così emigrare a Hollywood. Tra essi spiccava Erik Charell, brillante regista teatrale che era stato assistente di Max Reinhardt e aveva diretto uno dei migliori musical di Weimar, l’agrodolce operetta Der Kongress tantz (1931). A Hollywood la Fox Film concesse a Charell tutte le risorse di cui la compagnia in difficoltà poteva disporre e gli permise di chiamare il compositore Werner Richard Heymann, lo sceneggiatore Robert Liebmann e lo scenografo Ernst Stern. La sceneggiatura di due collaboratori di Lubitsch, Samson Raphelson e Hans Kraly, diede così vita a Caravan, il più grande musical di Weimar realizzato fuori della Germania. Buffa, sofisticata e agrodolce, la storia di una contessa ungherese (Loretta Young) che sposa d’impulso un violinista tzigano (Charles Boyer, che appare anche nella versione in lingua francese del film girata in simultanea) è piena di acute osservazioni su classe e razza nella vecchia Europa. Tuttavia gli spettatori americani respinsero il film senza pensarci due volte, forse perché lo sperimentato Charrell, ebreo e omosessuale, non era riuscito a concepire un lieto fine tradizionale che permettesse all’emarginato di vivere in eterna armonia con l’aristocratica. Visto oggi Caravan non è privo di difetti di gusto e senso della misura, ma resta un film coinvolgente e amaramente ironico, nonché una delle prime proteste cifrate di Hollywood contro Hitler. Restaurato a partire dall’unica copia nitrato di cui si abbia conoscenza, conservata nella collezione del MoMA.
Dave Kehr