Scheda Film
Dopo la lezione impartita con Muerte de un ciclista, che si dipana nell’ambiente alto-borghese di una grande città, Bardem sposta l’attenzione verso una dimensione apparentemente molto diversa, e colloca al centro della sua storia un personaggio, una classe sociale e una situazione che considera particolarmente significativi di un’altra forma di oppressione. Calle Mayor è una nuova tappa del suo percorso di esplorazione e denuncia di una realtà che riteneva indispensabile correggere. La vicenda è quella di una zitella piccolo-borghese stretta nelle morse di una cultura e uno spazio vitale implacabili. L’evoluzione della trama, l’avanzare dei rapporti tra i personaggi, le loro conversazioni e i loro comportamenti, sono in realtà artifici superficiali, meccanismi volti a riaffermare un contesto inamovibile. L’unica cosa che ai personaggi di Calle Mayor sarà concesso di cambiare è la propria coscienza. Se l’ispirazione originaria giunge a Bardem attraverso la letteratura, con riferimenti così diversi come il García Lorca di Donna Rosita nubile, o il Carlos Arniches di La señorita de Trévelez, il tocco definitivo che dota il film della sua speciale espressività è l’ambientazione, costruita attraverso riprese in esterni naturali realizzate in diverse città spagnole. L’intenzione realista è evidente, nonostante la proibizione della censura che in fase di preproduzione insiste sulla necessità che il film si presenti come una storia senza contesto specifico. Ma il contesto c’era, e si imponeva con forza: l’intervento dell’apparato repressivo del franchismo sul testo e sulle riprese fu implacabile (Bardem stesso fu arrestato mentre girava). Nonostante questo, il film si mantenne visibile e riuscì ad arrivare all’incontro con il pubblico e con la critica anche in Spagna.
Valeria Camporesi