Scheda Film
Storia di una donna che con le unghie, l’astuzia e ogni arma di seduzione si fa strada fino ai vertici d’un mondo di uomini, Baby Face è ancora oggi un film di forte impatto. Diretto da Alfred E. Green a partire da un soggetto di Darryl F. Zanuck, venne censurato e alleggerito già prima dell’uscita, ma riuscì quasi da solo a provocare la precipitosa applicazione del Production Code. La versione originale, senza tagli, è stata ritrovata e restaurata nel 2004. In uno dei suoi ruoli più crudi, Barbara Stanwyck è Lily Powers, cameriera e prostituta nello speakeasy gestito dal padre in una piccola città della Pennsylvania. Lui è un individuo spregevole che ha cominciato a venderla quand’era ragazzina, lei è una sorta di Ruby Stevens spogliata d’ogni lusso, la donna che, come disse Capra, “arrivò con una scheggia su una spalla e se ne andò con un’ascia”. La sola lealtà che conosce la riserva a Chico, una dipendente nera; la naturalezza con cui tratta la ragazza come amica e alleata è una delle caratteristiche notevoli del film. Tra i clienti del bar l’unico per cui ha rispetto è un uomo anziano che le assicura che il potere è nelle sue mani e, nietzschianamente, la esorta a usare gli uomini. Quando i rapporti col padre giungono al capolinea, e l’uomo muore in un incendio, Lily parte per la città decisa a seguire quel consiglio. Attraverso l’uso consapevole di sé stessa, gradino dopo gradino, fa carriera in una grande banca. (John Wayne è uno dei suoi brevi incontri). E riesce a essere semplicemente favolosa in un abito da sera, disegnato da Orry-Kelly, che le lascia la schiena nuda – la Warner accontenta i fan, che vogliono vederla in tutto il suo fascino. Certe morti scandalose nel suo ‘nido d’amore’ costringono il nuovo direttore della banca a trasferirla a Parigi, per farsi dimenticare. Lily si comporta bene per un po’, ma non intende farsi dimenticare. Piuttosto, ridefinisce la sua ambizione: ora è il matrimonio. Se il finale prevede un necessario ammorbidirsi dei toni, Stanwyck dovrà aspettare Double Indemnity per dar vita a un altro personaggio così indenne al potere redentivo dell’amore.
Molly Haskell