Scheda Film
Pierre, un francese in fuga, sbarca da un cargo a Genova con un violento mal di denti. Incontra una ragazzina, Cecchina, e la madre di lei, Marta, una cameriera che gli farà dimenticare brevemente la sua condizione di fuggiasco e il crimine di cui si è macchiato.
Au-delà des grilles, in italiano Le mura di Malapaga, è un film ingiustamente dimenticato di un regista sottovalutato, René Clément. Coproduzione franco-italiana, unisce le qualità delle due scuole cinematografiche di quel periodo. C’è lo stile neorealista (ispirato probabilmente dalla sceneggiatura di Zavattini, Suso Cecchi d’Amico e Alfredo Guarini) che ci permette di scoprire Genova seguendo i passi di Jean Gabin; stile che Clément, per quanto francese, ha mutuato in particolare in Operazione Apfelkern. E c’è il realismo poetico, talvolta aspro, frutto del lavoro di adattamento e dei dialoghi di Jean Aurenche e Pierre Bost. È comunque un film cupo e adorabile, con un’Isa Miranda luminosa e un Jean Gabin fragile. Quest’ultimo è molto credibile nel ruolo del bandito sfinito che vuole credere per un istante a una nuova possibilità.
Clément, che ha appena firmato una serie di notevoli successi (come Eroi senz’armi e I maledetti), punta sui contrasti tra la strada italiana e il cargo francese, tra i marinai e i commercianti, tra la polizia e i bambini… Tra un uomo che ha perduto tutto e una donna che non si aspetta più molto dalla vita.
Au-delà des grilles sarà uno dei rari film del dopoguerra con Gabin a funzionare in Francia. Farà oltre due milioni di spettatori, e permetterà a Isa Miranda di vincere il premio per la migliore attrice al festival di Cannes del 1949 e a Clément quello per il miglior regista. La riuscita coproduzione si vedrà assegnare anche l’Oscar per il miglior film straniero nel 1951.
Edouard Waintrop