Scheda Film
L’ultimo lavoro cinematografico di Ebrahim Golestan – qui anche sceneggiatore, regista, produttore, direttore della fotografia e montatore – è una satira politica su un contadino che scopre un tesoro in una grotta sotto la sua terra arida. La ricchezza lo trasforma in un piccolo tiranno, che corrompe gli abitanti del villaggio e attira parassiti dalla città. Concepito come un’allegoria politica che mette in guardia contro l’emergere di una cultura del nouveau riche, pronta ad abbandonare secoli di tradizioni in favore di valori adottati in modo frettoloso e disarmonico, il film ironizza sugli intellettuali che chiudono gli occhi di fronte a questo processo e persino vi collaborano per il proprio tornaconto personale. Golestan, che si era già stabilito in Inghilterra, tornò in Iran appositamente per realizzare questo film. A differenza delle sue opere precedenti, volle che fosse accessibile a un pubblico più ampio. A tal fine scelse come protagonista il popolare comico televisivo e cinematografico Parviz Sayyad, celebre per il suo personaggio di sempliciotto di campagna capace di dire verità scomode. La scelta si rivelò efficace, ma fece sì che il film finisse per offendere un po’ tutti; e i problemi iniziarono ancora prima della sua uscita. Golestan decise di mantenere segreta la storia durante la produzione (1971-72), poiché molti dei personaggi erano ispiratati alle principali figure politiche del paese. Prevedendo che il film sarebbe stato censurato, pubblicò addirittura la storia in forma di libro prima dell’uscita della pellicola. Quando il film arrivò nelle sale, il suo messaggio politico fu immediatamente colto dal pubblico, che – secondo le testimonianze – applaudiva durante alcune scene. Questo attirò l’attenzione della censura sia sul film sia sul libro, che furono infine proibiti. Nel clima di relativa apertura politica della fine degli anni Settanta, il film fu nuovamente proiettato in una versione leggermente diversa. Golestan considerava questa versione del 1978 – più concisa e meglio ritmata – come quella definitiva (il restauro attuale si basa proprio su questa versione). Negli ultimi anni, Asrar-e Ganj-e Darre-ye Jenni ha conosciuto una seconda vita, soprattutto perché molti vi hanno visto una sorta di anticipazione della rivoluzione del 1979 e delle sue origini.
Ehsan Khoshbakht