Scheda Film
Lavorare alla retrospettiva su Arrigo Frusta è stata l’occasione per censire le copie esistenti e per individuare alcuni titoli meritevoli, a nostro giudizio, di un nuovo restauro. Li abbiamo raggruppati in questa sezione (ma c’è anche un transfuga, La regina di Ninive, che abbiamo infilato altrove). Decisamente complesso è stato il restauro di Nerone, scaturito dal confronto e dalla collazione di tre copie diversamente degradate e incomplete, conservate da Cineteca di Bologna, EYE Filmmuseum e CSC – Cineteca Nazionale. Particolarmente affascinante è stata la ricostruzione del colore, che ci ha messo di fronte a un giallo ancora insoluto, anche se gli spettatori della copia restaurata non potranno accorgersene. Il positivo d’epoca imbibito di Bologna presenta infatti una manciata di singoli fotogrammi, indistinguibili in proiezione, colorati (presumibilmente) a mano. Caso che ci pare molto raro, da approfondire, complicato dal ritrovamento di un frammento pochoir conservato da Lobster.
A proposito di colore, la scelta di riprendere in mano alcuni nitrati dell’inesauribile collezione Joye, già in passato ristampati su bei 35mm bianco e nero dal BFI, nasce proprio dalla volontà di ritrovare le imbibizioni degli originali. I rossi sanguigni delle fucine in cui si perpetrano atroci delitti, le cannonate arancioni che illuminano la neve delle Alpi russe, il blu notturno punteggiato da un lampo di luce che significa salvezza. Per comprendere i film di Frusta, e goderli al meglio, anche la drammaturgia del colore può essere una chiave.
Andrea Meneghelli