Scheda Film
Dopo i thriller Saphire (1959, di argomento razziale) e Victim (1961), il produttore Michael Relph e il regista Basil Dearden unirono le forze con alcuni americani che erano finiti sulla lista nera di McCarthy – tra cui il produttore Bob Roberts, lo sceneggiatore Paul Jarrico (con lo pseudonimo di ‘Peter Achilles’) e l’attrice Betsy Blair – per trasporre l’Otello nel contemporaneo quartiere londinese di Mayfair e immergerlo in un ambiente jazz. Otello e Desdemona sono il musicista nero Aurelius (Paul Harris) e la cantante Delia (Marti Stevens). I due festeggiano il primo anniversario di matrimonio nella sfarzosa casa londinese di un ricco intenditore di jazz (Richard Attenborough). Iago è il batterista geloso Johnny Cousin (Patrick McGoohan).
Come ha giustamente notato Michael Koresky, “Uno degli aspetti più interessanti del film è la naturalezza con cui tratta il tema della coppia mista, che pure è l’argomento del film, come disinvolto è l’atteggiamento della cerchia di amici di Aurelius e Delia, anch’essa etnicamente varia”. E l’assortimento di jazzisti si dimostra ugualmente a proprio agio e pieno d’inventiva; il duetto improvvisato tra Dave Brubeck al pianoforte e Charlie Mingus al basso, dal significativo titolo di Non-Sectarian Blues, era la prima collaborazione tra i due musicisti, che a quanto si dice furono entrambi divertiti e piacevolmente sorpresi dall’amichevole dinamica dell’incontro. Tra la decina di musicisti che interpretano se stessi ci sono due stelle del jazz britannico, Johnny Dankworth (sassofono contralto) e Tubby Hayes (sassofono tenore e vibrafono), e le atmosfere della casa che si improvvisa jazz club, ricreata in un magazzino nella zona dei Docks, sono rese intense dall’allestimento di Relph e dalla fotografia di Ted Scaife.
Jonathan Rosenbaum