Scheda Film
Uno dei più duri attacchi al sogno americano. Stevens era da lungo tempo legato al romanzo di Theodore Dreiser da cui è tratto il film, la storia di un giovane che uccide la fidanzata incinta: lo lesse una prima volta già nel 1925, quando il libro uscì. Fu la Paramount ad acquistare i diritti di Una tragedia americana e fu Josef von Sternberg a dirigerlo nel 1931, provocando lo sdegno di Dreiser. Il suo insuccesso fece sì che la Paramount esitasse a rivisitare il costoso materiale di sua proprietà, finché Stevens, dopo una strenua lotta, non ottenne di realizzarlo a modo suo. Il regista affidò l’adattamento all’autore di sinistra Michael Wilson e al poeta e romanziere Harry Brown e scritturò Elizabeth Taylor e Montgomery Clift, che con il loro bacio ci hanno regalato uno dei momenti più coinvolgenti del cinema: un’inquadratura di un roman ticismo delirante, girata usando una lente da sei pollici, trasporta lo spettatore tra le loro braccia. Con Shelley Winters il cast principale era al completo e in grado di donare – per citare Manny Farber – “lampi di recitazione spaventosamente naturale”. Il film, le cui riprese ebbero inizio nell’ottobre del 1949, era caratterizzato da un’altra innovazione, curiosa e incredibilmente efficace, rispetto agli standard hollywoodiani: l’ampio uso di languide dissolvenze incrociate pensate da Stevens per far “scorrere una sorta di energia”. Gli ci vollero diciannove mesi per montare il materiale e sette preview per convincersi di aver realizzato uno dei film migliori della sua carriera, che fu poi premiato con sei Oscar, compresi quelli alla regia, alla sceneggiatura e al montaggio. Stevens cambiò nome al suo protagonista da Clyde a George, forse perché vedeva un po’ di sé stesso nell’ingenuo solitario che fa l’autostop verso un mondo migliore e invece finisce sulla forca. Per quanto cupa, la visione romantica pone il protagonista in uno stato di sogno a occhi aperti, permettendogli di attraversare le sventure con un atteggiamento straordinariamente calmo e sobrio. “La tipica tragedia americana è la tipica tragedia romantica”, scrisse Donald Richie, e questa è la tragedia più completa di Stevens, nel senso che tutte le promesse fatte sono false e tutto il bene va sprecato.
Ehsan Khoshbakht
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