Scheda Film
Photo © Fondation Jérôme Seydoux-Pathé
Fonografo o cinematografo? Nel corso dell’anno i due rivali si contendono il primo posto, e solo nel 1906 il cinema sorpassa definitivamente il suo predecessore. Il merito va alle vendite realizzate all’estero, in un quadrilatero strategico che riunisce New York, Londra, Mosca e Berlino. Henri Bousquet, nella sua prefazione al Catalogue Pathé, volume 1896-1906, constatava “l’enorme proliferazione di imprenditori del Cinematografo” nel 1905 e, in Francia, “una miriade di grandi e piccoli spettacoli itineranti”. Pathé capisce che lo “sviluppo incessante di nuove pellicole” è il segreto del suo vantaggio sui concorrenti. Lo studio di rue du Bois a Vincennes, dopo l’aggiunta di due piani, riapre a marzo. Permette di soddisfare la domanda con quasi 180 nuovi film. Ferdinand Zecca, Gaston Velle, Lucien Nonguet e Camille Legrand dominano le produzioni. Il 1905 segna gli esordi di Albert Capellani e di Max Linder. A prevalere sono i film a trucchi, le scene comiche e le vedute dal vero. Ma l’anno di La Poule aux œufs d’or è anche quello dei grandi drammi che mettono in scena i deboli contro i potenti. Sono i forzati contro le guardie in Au bagne e i minatori sepolti nel loro terribile spazio di lavoro in Au pays noir. Presagio di un dramma sociale? Nel marzo del 1906 la catastrofe di Courrières causò quasi 1.100 vittime. Più che sulla produzione cinematografica, gli sforzi si concentrano su altri due reparti: l’industria, con la costruzione dello stabilimento di Joinville-le-Pont (che servirà per la stampa delle copie) e l’organizzazione del laboratorio di colorazione, attività finora subappaltata ad atelier parigini, che passa dallo stadio artigianale a quello industriale. Le prime operaie vengono sistemate in un angolo dello studio di Vincennes. Alla fine dell’anno saranno formate al ritaglio degli stampini per la colorazione a pochoir, e presto sarà approvata la costruzione di un laboratorio autonomo.
Stéphanie Salmon