Scheda Film
Nel cinema vittoriano britannico c’è un momento assolutamente rivoluzionario, un ‘Grande salto in avanti’: un poliziotto vede una casa avvolta dalle fiamme e corre a chiamare i pompieri, troppo indaffarato per rendersi conto che, uscendo da un’inquadratura ed entrando in un’altra, sta scrivendo la storia del cinema. James Williamson, che girando Fire! (1901) compie questo passo in avanti nel controllo del tempo cinematografico, mostra una comprensione dei meccanismi della narrazione e una consapevolezza di come lo spettatore avrebbe capito un racconto cinematografico che potremmo definire – citando il biografo Martin Sopocy – ineguagliate tra i pionieri del cinema.
Secondo alcuni storici questo progresso fu più o meno casuale in un’epoca talvolta definita con condiscendenza ‘primitiva’. Penso che Williamson sapesse benissimo ciò che stava facendo: aveva già impiegato la tecnica del montaggio alternato per accrescere la tensione nella sua seconda versione di Attack on a China Mission (1900), mentre The Big Swallow (1901) esibisce una consapevolezza fiduciosa e divertita dell’autoriflessività del film dal punto di vista dello spettatore. Analogamente, Stop Thief! (1901), nonostante un errore nella continuità del movimento, è un film d’inseguimento come tanti successivi.
Il nostro programma dei film di Williamson illustra questa innovazione narrativa di centoventi anni fa, insieme a film di Robert Paul e George Albert Smith che in quello stesso anno stavano facendo progressi nell’uso dei primi piani, delle soggettive e nel concetto di inquadratura. Paul si cimentò anche in adattamenti composti da più scene, a partire da storie narrate in tableau come Rip Van Winkle (1896) della Biograph, Cendrillon (1899) e Barbe–Bleue (1901) di Méliès, e Scrooge e The Magic Sword (entrambi del 1901) dello stesso Paul. Nel 1902, molti di questi brevi film costituiranno la base per narrazioni più estese, una volta montati insieme e rieditati.
Bryony Dixon