2ND EDITION
2th EDITION
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Il cinema ritrovato è nato nel dicembre 1987 come momento di verifica e di confronto del lavoro che l’Istituto per i Beni culturali della Regione Emilia Romagna stava svolgendo sul patrimonio della Cineteca di Bologna. L’idea chiave della manifestazione era, partendo dalle concrete esperienze della ricerca, di ritrovare il cinema: mostrare film restaurati o miracolosamente sopravvissuti, proiettare in sala cult-movies che di solito è possibile vedere solo in televisione, risalire alle copie e ai colori originali, in una parola lavorare per ricostruire il corpo mutilato della settima arte, lavorare cioè con le stesse motivazioni che ispirano l’attività di una Cineteca (e per questo vorremmo che Il cinema ritrovato divenisse sempre di più il festival delle Cineteche).
Ad un anno di distanza dalla prima fortunata edizione, l’iniziativa si ripropone, notevolmente arricchita, come apertura della XVII Mostra Internazionale del Cinema Libero. Al suo centro vi è la retrospettiva delle opere sonore di Fritz Lang, cui seguirà l’anno prossimo quella dei film prodotti negli anni del muto, che le Cineteche tedesche hanno recentemente recuperato e restaurato. Non è stata impresa da poco ricostruire il cammino di Lang da M a Die 1000 Augen des Doctor Mabuse (ventotto film, alcuni dei quali pressoché introvabili): certamente non ci saremmo riusciti senza il decisivo apporto della Cinémathèque du Luxembourg, che ci ha messo a disposizione gran parte delle opere del periodo americano. Ciò che ci interessava non era soltanto raccogliere i film del maestro viennese in un’unica sala, per poterli proiettare in rapida e ordinata successione; volevamo anche trovarne le copie più integre, quindi nella lingua originale (francese, inglese, tedesca), non manipolate dalle varie distribuzioni nazionali e in buono stato di conservazione. Mentre, se si vuole leggere Proust, è sufficiente acquistare le opere in una qualsiasi libreria e per ammirare un quadro di Goya è sufficiente recarsi al Museo in cui è esposto, per vedere invece un film di un maestro della storia del cinema è molto complesso trovare una copia simile a quella originale.
Nonostante queste difficoltà presenteremo la copia di M nell’edizione appena restaurata da Enno Patalas; quella di Das Testament von Dr. Mabuse in una versione di quindici minuti più lunga di quella normalmente conosciuta in Italia; Liliom nell’edizione integrale; The Retum of Frank James in una preziosa copia technicolor 35mm; Hagmen also Die nell’edizione (mai circolata in Italia) di 140 minuti; Moofleet nella copia originale 35mm…
A fianco della rassegna, colmando una grossa lacuna, Pratiche Editrice pubblicherà Il cinema secondo Fritz Lang, traduzione italiana della fondamentale intervista rilasciata dal regista viennese a Peter Bogdanovich.
Arricchisce poi il calendario delle proiezioni una rassegna di rarità ritrovate o restaurate dai principali archivi pubblici e privati italiani. Questi film, presentati a Bologna grazie alla disponibilità dei responsabili delle varie Cineteche, vogliono testimoniare che in Italia, nonostante i riardi e le inerzie politiche, qualcosa si sta facendo nell’ambito della conservazione della memoria cinematografica. Il programma di tale rassegna ci sembra ricco di suggestioni. Esso presenta film prodotti dal 1906 al 1967, riuscendo così a dare un’ampia esemplificazione di ciò che un archivio deve conservare: copie a quattro piste magnetiche (il dolby stereo degli anni ’50, poi caduto in disuso, ma ancora oggi non superato) di classici della Fox degli anni ’50, presentati dal Museo del Cinema di Torino (un’occasione da non perdere per ammirare al cinema film che ormai è possibile vedere solo in televisione tra uno spot e l’altro); un frammento di Sole di Blasetti (Cineteca Nazionale); le scene in cui Judy Garland, prima di abbandonare il set, era la protagonista di Anna prende il fucile (del collezionista Piero Tortolina); un inedito sulla realtà italiana degli anni ’20 (Istituto Luce); un raro King Vidor del 1921 (Cineteca del Friuli); un Cappuccetto Rosso restaurato con nuove tecniche dall’Associazione per le ricerche di “Storia del Cinema“; sconosciuti cortometraggi di Ichikawa, Schlesinger, Konchalovskij, Borowczyk (Archivio della Biennale di Venezia); la stimolante proposta della Cineteca italiana di Milano, che spazia dalle origini del nostro cinema fino ad uno dei primi Polanski; i Camerini ritrovati e restaurati dalla Cineteca di Bologna (Maciste contro lo sceicco e Kif Tebby), che permetteranno un’analisi più precisa dei primi anni di attività dell’autore romano.
Ma Il cinema ritrovato, come potrete leggere negli articoli che seguono, non si esaurisce nella sola proiezione dei film: dal 7 all’11 dicembre si potrà partecipare al I corso sui problemi connessi all’identificazione, alla catalogazione e alla conservazione del film, mentre gli archivi pubblici e privati italiani, domenica 11 dicembre, tenteranno di costruire un’associazione che permetta di coordinare gli sforzi con- servativi di ogni singolo istituto.
Michele Canosa, Gian Luca Farinelli, Nicola Mazzanti