WUNSCHKONZERT
Tit. it.: Concerto a richiesta; Scen.: Eduard von Borsody, Felix Lützkendorf; F.: Günther Anders, Carl Drews, Franz Weihmayr; Scgf.: Heinrich Beisenherz, Alfred Bütow; Su.: Walter Rühland; Mu.: Werner Bochmann; Int.: Ilse Werner (Inge Wagner), Hedwig Bleibtreu (la signora Wagner), Joachim Brennecke (Helmut Winkler), Carl Raddatz (Herbert Koch), Ida Wüst (la signora Eichhorn), Malte Jäger (Friedrich), Albert Florath (medico), Heinz Goedecke (se stesso), Hans Brausewetter (se stesso), Marika Rökk (cantante); Prod.: Cine-Allianz-Tonfilmproduktion, Berlin 35mm. L.: 2832 m. D.: 103’. Bn.
Scheda Film
Considerato una commedia musicale, L’epreuve du temps [Wunschkonzert] non si accontenta di offrire un po’ di svago al pubblico. Da questo punto di vista il titolo adottato dalla distribuzione in Francia, con la sua gravità, rivela un’altra dimensione di quest’opera, chiamata in causa addirittura dall’organo di stampa nazista, il “Völkischer Beobachter”: “l’impressione di verità sparisce spesso quando la spontaneità, la freschezza e la gioia di vivere lasciano il posto alla commozione a buon mercato”. (…) Senza dubbio, lo sfavillio della cultura all’interno del film – il cinema attraverso Marika Rökk e Heinz Rümann, la radio con l’animatore vedette Heinz Goedecke e gli interpreti di canzoni e brani musicali, fino allo sport – sembra a prima vista privo di intenzioni politiche. Sembra permettere un rifugio in una vita privata che, in un determinato periodo storico, esige un sacrificio non calcolato. Ma la canzone di Marika Rökk è ideologicamente aggressiva perché riesce a soffocare il terrore e la lucidità che dovrebbero presiedere ogni riflessione sull’epoca della dittatura nazional-socialista… Inoltre alla fine del film, nell’auditorium, il pubblico intona all’unisono “Denn wir fahren gen Engelland” (“Perché marciamo verso l’Inghilterra”) di Norbert Schultze; ma il combattimento aereo contro l’Inghilterra è stata la prima grande sconfitta della Germania… Forse si tratta di un indizio dell’ambiguità del film denunciata dal “Völkischer Beobachter”?
Jörg Turschmann, Cahiers de la Cinémathèque, n. 55/56, décembre 1991